(AGENPARL) - Roma, 26 Agosto 2026 - TRIPOLI – Il presidente del Consiglio presidenziale libico, Mohammed Al-Manfi, ha chiesto maggiore trasparenza nella gestione degli accordi riguardanti il futuro della Libia e ha ribadito che qualsiasi processo politico sostenuto dalle Nazioni Unite deve rimanere guidato e gestito dai libici.
In un messaggio pubblicato mercoledì sulla piattaforma X, Al-Manfi ha messo in guardia dal consolidamento della politica del fatto compiuto a scapito dello Stato di diritto e delle istituzioni, sostenendo che un simile approccio rischierebbe di riportare il Paese al punto di partenza della crisi.
«Chi ha contribuito alla crisi non può riprodurla»
Al-Manfi ha affermato che le parti che hanno contribuito alle cause della crisi libica non possono rappresentare il punto di partenza per costruire soluzioni che rischiano di riprodurre gli stessi problemi.
Il presidente del Consiglio presidenziale ha quindi posto l’accento sulla necessità di rispettare legalità, istituzioni e consenso nazionale, evitando iniziative che possano consolidare nuovi equilibri attraverso una politica del fatto compiuto.
Secondo Al-Manfi, la stabilizzazione della Libia non può essere raggiunta attraverso accordi privi di una solida base di legittimità politica e istituzionale.
Trasparenza sugli accordi riguardanti il futuro della Libia
Uno dei punti più significativi dell’intervento riguarda il coinvolgimento degli attori internazionali.
Al-Manfi ha definito inaccettabile che alcune parti straniere possano avere accesso a documenti e accordi libici riguardanti il futuro del Paese prima che questi vengano presentati in maniera trasparente ai cittadini libici, alle istituzioni ufficiali e alle forze nazionali interessate.
La trasparenza, secondo il presidente del Consiglio presidenziale, deve quindi rappresentare una condizione essenziale per qualsiasi intesa destinata ad avere conseguenze sull’assetto politico e istituzionale della Libia.
Al-Manfi: l’UNSMIL deve essere un facilitatore
Al-Manfi ha dedicato particolare attenzione anche al ruolo della Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL).
A suo giudizio, la missione deve continuare ad agire come facilitatore di un processo gestito dalle parti libiche, senza sostituirsi agli attori nazionali nella definizione del futuro politico del Paese.
Il presidente del Consiglio presidenziale ha inoltre sottolineato che le modalità di azione della missione non dovrebbero diventare motivo di controversia sulla neutralità e sulla trasparenza del processo politico.
Il principio ribadito da Al-Manfi è quindi quello della titolarità libica del percorso politico: il sostegno internazionale e delle Nazioni Unite può accompagnare il dialogo, ma le decisioni fondamentali devono rimanere nelle mani dei libici.
Legittimità e consenso alla base di ogni intesa
Al-Manfi ha infine messo in guardia dagli accordi che non poggiano su tre elementi fondamentali: legittimità, consenso e concreta possibilità di attuazione.
Secondo il presidente del Consiglio presidenziale, intese prive di questi presupposti non possono nascondere né risolvere le cause profonde della crisi libica.
Il messaggio rappresenta così un richiamo alla responsabilità degli attori nazionali e internazionali e alla necessità di costruire un processo politico trasparente, inclusivo e rispettoso delle istituzioni, evitando soluzioni imposte o accordi che non dispongano di un sufficiente consenso all’interno del Paese.
