(AGENPARL) - Roma, 3 Luglio 2026 - Da qualche tempo circolano voci sull'istituzione di una "Guardia Nazionale", sulla scorta di quella che negli USA si occupa anche di sicurezza. Non si tratta di un'ipotesi campata per aria, ma legata alla bozza di un disegno di legge messo a punto dal Ministro Crosetto sulla "Costituzione di Forze militari di riserva" .
È del tutto evidente che sarebbe una scelta assolutamente irricevibile. Perché configurerebbe un'idea di militarizzazione della sicurezza interna, inaccettabile per un Paese con la nostra tradizione democratica.
Non solo non abbiamo bisogno di milizie di volontari che si occupano senza averne titolo di sicurezza pubblica, ma sarebbe una scelta incompatibile con il nostro modello democratico e costituzionale.
Non permetteremo di arretrare nemmeno di un passo rispetto a quanto previsto dalla legge 121 del 1981, a cui, al contrario, deve essere data piena e coerente attuazione. La 121/81 è stata una grande conquista democratica del nostro Paese che, con la valorizzazione del profilo civile nel sistema della pubblica sicurezza, ha rappresentato uno straordinario salto in avanti di cui andare orgogliosi.
Il silenzio del Governo, e in particolare del Ministro Crosetto, rispetto a queste ricostruzioni ci preoccupa. È necessaria una smentita chiara che escluda ogni rischio di sovrapposizione impropria tra difesa militare, protezione civile e sicurezza interna.
Chiediamo perciò al Ministro della Difesa Crosetto di smentire ogni ipotesi di costituzione di nuovi contingenti militari che possano, in qualsiasi modo o forma, avere funzioni autonome di pubblica sicurezza.
Colpisce inoltre il silenzio del resto del Governo, tanto più a fronte delle chiare e nette prese di posizione espresse da autorevoli sindacati di polizia, che hanno manifestato la loro contrarietà a questa ipotesi.
Invece di "giocare" con gli equilibri delicati che regolano il sistema della sicurezza pubblica il Governo Meloni si concentri sul rafforzamento delle Forze dell'ordine, che denunciano carenze di organici, di mezzi e di risorse.
Invece di fare propaganda sulla sicurezza servono risposte concrete alle esigenze dei cittadini e delle cittadine. Servono più personale per il controllo del territorio e politiche serie di prevenzione per combattere marginalità e disagio, non scorciatoie propagandistiche che mettono in discussione l'equilibrio del nostro sistema di sicurezza.
Roma, 3 luglio 2026