(AGENPARL) - Roma, 1 Luglio 2026 - *ELECTROLUX, CIRIANI (FDI-ECR): "RICHIESTO INCONTRO URGENTE ALLA
COMMISSIONE UE. SERVE UNA SOLUZIONE PER DIFENDERE LAVORO E INDUSTRIA"*
"Abbiamo richiesto un incontro urgente al vicepresidente esecutivo della
Commissione europea, Stéphane Séjourné, competente per la prosperità e la
strategia industriale, per affrontare la crisi Electrolux e individuare una
soluzione concreta a tutela dei lavoratori, degli stabilimenti produttivi e
dell'industria europea degli elettrodomestici". Lo dichiara l'eurodeputato
di Fratelli d'Italia-ECR Alessandro Ciriani, annunciando l'iniziativa
promossa insieme al capodelegazione Carlo Fidanza, al co-presidente del
gruppo ECR Nicola Procaccini e ai colleghi della delegazione italiana di
Fratelli d'Italia al Parlamento europeo.
"La crisi Electrolux è il sintomo di una difficoltà profonda che riguarda
l'intero sistema manifatturiero europeo. Un settore storico come quello
degli elettrodomestici è oggi sotto pressione per costi insostenibili,
concorrenza internazionale e regole che spesso penalizzano chi produce in
Europa", sottolinea Ciriani.
"Per il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, Electrolux e la sua filiera
rappresentano da decenni occupazione, competenze e identità industriale –
aggiunge -. Ma la questione coinvolge diversi stabilimenti, regioni e Paesi
europei: per questo serve una risposta europea, che non lasci soli i
territori e non si limiti a prendere atto delle scelte delle
multinazionali".
"Abbiamo chiesto alla Commissione – precisa – un confronto diretto per
capire quali strumenti intenda mettere in campo per contribuire a una
soluzione della crisi, sostenere il settore europeo degli elettrodomestici,
garantire condizioni di concorrenza eque rispetto ai produttori extra-UE e
impedire nuove delocalizzazioni".
"L'Europa parla spesso di autonomia strategica, competitività e difesa
della base industriale. La crisi Electrolux è un banco di prova concreto:
servono iniziative reali per difendere lavoro, produzione e know-how. Senza
industria non c'è sovranità, senza produzione non c'è occupazione e senza
lavoro non c'è futuro per i nostri territori", conclude Ciriani.

