(AGENPARL) - Roma, 22 Agosto 2026 - L’Alto Consiglio di Stato libico interviene sugli ultimi sviluppi politici ed elettorali del Paese e ribadisce un principio considerato fondamentale: qualsiasi accordo, intesa o soluzione politica deve fondarsi sui riferimenti giuridici esistenti, rispettare le competenze delle istituzioni libiche e completare il necessario iter legale prima di poter essere attuato.
In una dichiarazione dedicata alla situazione politica, il Consiglio ha sottolineato che lo svolgimento di elezioni libere ed eque rappresenta la strada migliore per mettere fine alle prolungate fasi di transizione, rinnovare la legittimità delle istituzioni e superare la divisione politica e istituzionale che continua a caratterizzare la Libia.
L’organismo ha quindi espresso il proprio sostegno a ogni serio sforzo, nazionale o internazionale, capace di contribuire concretamente al raggiungimento di questo obiettivo.
Appello alla Camera dei Rappresentanti
L’Alto Consiglio di Stato ha rivolto un appello diretto alla Camera dei Rappresentanti, invitandola ad assumersi quella che ha definito una «responsabilità storica» e ad avviare con urgenza un dialogo diretto sulle questioni ancora irrisolte.
Secondo il Consiglio, gli accordi raggiunti attraverso i diversi percorsi di mediazione devono essere trasformati in soluzioni istituzionali e norme giuridiche concretamente applicabili.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di abbreviare il percorso verso le elezioni ed evitare che il Paese entri in una nuova e ulteriore fase di transizione.
«Non conta soltanto la data delle elezioni»
Pur accogliendo positivamente qualsiasi accordo in grado di avvicinare la convocazione delle elezioni, l’Alto Consiglio di Stato ha precisato che la correttezza del percorso elettorale è importante quanto la data stessa del voto.
Il Consiglio insiste quindi sulla necessità di costruire un processo dotato di solide garanzie legali e istituzionali, evitando soluzioni che possano generare nuove controversie sulla legittimità del voto o dei suoi risultati.
Particolare attenzione viene riservata ai diversi meccanismi di facilitazione e consultazione creati per superare le divergenze tra le parti.
Secondo la dichiarazione, questi strumenti devono servire a facilitare il consenso, indipendentemente dalla loro composizione, ma non possono sostituirsi alle istituzioni libiche competenti né attribuirsi poteri legislativi o sovrani che non siano stati loro conferiti dalle autorità preposte.
Confermato l’impegno sull’Accordo di Skhirat
L’Alto Consiglio di Stato ha inoltre riaffermato il proprio impegno nei confronti dell’Accordo politico libico firmato a Skhirat, insieme ai successivi accordi, processi politici e alle pertinenti risoluzioni internazionali.
Tali riferimenti vengono considerati come un quadro cumulativo sul quale continuare a costruire il processo politico libico.
Il Consiglio ha richiamato in particolare la necessità di rispettare le regole del consenso istituzionale, soprattutto per quanto riguarda l’Alta Commissione elettorale nazionale, con l’obiettivo di preservarne indipendenza e integrità e garantire la credibilità dei risultati elettorali.
«L’intesa politica non sostituisce la legge»
Uno dei passaggi più significativi della dichiarazione riguarda il rapporto tra accordi politici e procedure legali.
L’Alto Consiglio di Stato ha sottolineato che un’intesa politica non può annullare o sostituire il processo previsto dalla legge.
Di conseguenza, eventuali modifiche alla legislazione elettorale, così come la definizione delle conseguenze giuridiche derivanti da un accordo politico, devono essere affidate alle autorità competenti e seguire le procedure stabilite.
La posizione espressa mira quindi a impedire che accordi raggiunti al di fuori delle istituzioni possano acquisire automaticamente valore legislativo senza il necessario passaggio attraverso gli organismi libici titolari delle relative competenze.
Appello alla missione ONU in Libia
Il Consiglio si è rivolto anche alla Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia, chiedendole di continuare a svolgere il proprio ruolo di facilitatore del processo politico.
Secondo l’organismo libico, l’azione internazionale deve però rispettare la titolarità libica del processo politico e le competenze delle istituzioni nazionali.
La missione ONU viene quindi invitata a favorire il consenso tra gli organismi libici, anziché promuovere percorsi che possano essere interpretati come un loro aggiramento.
Elezioni sì, ma attraverso un percorso istituzionale
Nella conclusione della dichiarazione, l’Alto Consiglio di Stato respinge l’idea di essere contrario allo svolgimento delle elezioni.
Al contrario, sostiene che il voto rappresenti lo strumento fondamentale per uscire dalla transizione e ricostruire una piena legittimità politica.
La condizione posta è però chiara: le elezioni devono essere il risultato di un processo giuridicamente e istituzionalmente solido, e non diventare uno strumento per aggirare, marginalizzare o indebolire le istituzioni esistenti.
La dichiarazione riporta così al centro uno dei principali nodi del processo politico libico: non soltanto arrivare alle urne, ma costruire preventivamente regole condivise, istituzioni credibili e una base giuridica sufficientemente solida da garantire il riconoscimento dei risultati e ridurre il rischio di nuove divisioni.
