(AGENPARL) - Roma, 28 Giugno 2026 - Baghdad – In una giornata diplomatica cruciale a Baghdad, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha delineato la strategia di Teheran per la gestione dello Stretto di Hormuz, ribadendo che la responsabilità della riapertura del corridoio marittimo spetta esclusivamente alla Repubblica Islamica.
Le dichiarazioni, come riportato dall’agenzia Irna, sono giunte nel corso di una conferenza stampa congiunta con l’omologo iracheno Fuad Hussein, a margine di una visita ufficiale volta a consolidare i rapporti strategici tra i due Paesi.
La tabella di marcia per la riapertura
Il punto centrale dell’intervento di Araghchi riguarda il protocollo d’intesa (MoU) siglato con gli Stati Uniti. Il Ministro ha chiarito che, una volta rimossi gli ostacoli operativi, lo Stretto di Hormuz tornerà alla sua capacità prebellica entro 30 giorni.
Araghchi ha inviato un messaggio diretto alla comunità internazionale e alle parti coinvolte, esortandole fermamente a non interferire nella gestione del corso d’acqua. “Chiedo a tutte le parti di non interferire nella gestione dello Stretto e negli accordi adottati dall’Iran, di aderire al protocollo d’intesa firmato e di non permettere che si discosti dal suo corso”, ha dichiarato, riferendosi implicitamente agli incidenti delle ultime 48 ore che hanno inasprito le tensioni con le forze statunitensi.
Le condizioni del memorandum: “Fine della guerra su tutti i fronti”
L’accordo con Washington, secondo quanto riferito dal capo della diplomazia iraniana, non si limita alla navigazione commerciale, ma stabilisce precisi impegni geopolitici:
- Cessazione delle ostilità: La prima clausola del protocollo impone la fine della guerra su tutti i fronti, con un focus specifico sulla situazione in Libano.
- Responsabilità degli USA: Araghchi ha sottolineato che spetta agli Stati Uniti – in virtù degli impegni assunti a proprio nome e per conto di Israele – garantire lo stop agli attacchi israeliani e facilitare il ritiro dai territori occupati.
- Gestione sovrana: L’Iran rivendica la propria autonomia operativa nel gestire il corridoio, definendo il protocollo d’intesa lo strumento esclusivo per la normalizzazione della rotta.
Relazioni strategiche Iran-Iraq
La visita di Araghchi a Baghdad è stata anche l’occasione per ribadire la solidità del legame tra Teheran e l’Iraq. Il Ministro ha definito le relazioni tra i due Paesi “strategiche e molto preziose”, confermando la determinazione iraniana a rafforzare la partnership.
Al suo arrivo nella capitale irachena, Araghchi ha reso omaggio ai simboli della resistenza locale e iraniana, deponendo corone in memoria del tenente generale Qassem Soleimani e del comandante iracheno Abu Mahdi al-Muhandis.
L’agenda della delegazione iraniana, oltre ai colloqui politici, include il coordinamento con le autorità irachene per le imminenti cerimonie funebri del leader della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, che si terranno in diverse città dell’Iraq.
Crediti: Foto Jacques Descloitres (NASA)/Public Domain
