(AGENPARL) - Roma, 25 Giugno 2026 -

Il Vesuvio fa ancora paura?
Le attività geosismiche nel Golfo di Napoli, è noto che sono sotto controllo e sottoposte a studi sempre più approfonditi e complessi.
Uno studio recente ha evidenziato come l’area dei Campi Flegrei, presenti livelli di attenzione particolarmente elevati, tali da suscitare una crescente preoccupazione nella comunità scientifica.
Le potenzialità vulcaniche dell’area potrebbero non limitarsi “solo” a questi due super-vulcani (Campi Flegrei e Somma-Vesuvio). Entrambi, sebbene abbiano strutture geologiche diverse, hanno una particolare rilevanza e pericolosità.
I Campi Flegrei sono di fatto un grosso supervulcano a forma di “caldera” ubicato a ovest di Napoli. Non ha un cono vulcanico singolo ma è in sostanza una depressione causata da imponenti eruzioni preistoriche (decine di migliaia di anni fa). L’area dei Campi Flegrei è caratterizzata da diffuso bradisismo (sollevamento ed abbassamento del suolo) ed emissioni idrotermali ed è attualmente ed altamente popolata.
L’ultima eruzione risale al 1538.
Il complesso Somma-Vesuvio è invece il noto vulcano a cono che si trova a est di Napoli. È un vulcano “giovane” cresciuto all’interno di un altro vulcano più antico (il Monte Somma).
Il Vesuvio in “quiescenza” e famoso per l’eruzione distruttiva del 79 d. C. è costantemente monitorato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
I due sistemi descritti hanno serbatoi magmatici separati e quindi evoluzioni indipendenti.
Una ricerca, condotta dal CNR dalla Università degli Studi di Napoli Federico II ha consentito la scoperta di ulteriori sei bocche vulcaniche sottomarine, vicinissime ai comuni che si affacciano sulla costa.
I sei vulcani (definiti dalla lettera V e seguiti dai numeri dell’1 al 6) formano un semicerchio a meno di due km dalla costa che va da Ercolano a Torre Annunziata. Il V5 è il più vicino alla costa di Torre Annunziata, e ad appena 5 metri sotto il livello del mare; il V6 è tra i 50 ed i 100 metri sotto il livello del mare vicino Ercolano, ed è quello che ha eruttato circa di duecento anni fa.
Gli approfondimenti e le analisi sui sei nuovi vulcani, continuano anche per accertare la loro effettiva pericolosità, considerando la loro vicinanza ad una delle aree più abitate della provincia di Napoli.
Gli scenari di rischio non modificano, al momento, le attività di monitoraggio già in corso. La scoperta amplia però il quadro delle strutture vulcaniche da osservare nel Golfo di Napoli: accanto al Vesuvio ed ai Campi Flegrei, ci sono oggi altre sei bocche da sfamare con studi, ricerche, controlli e vigilanza continua.