(AGENPARL) - Roma, 18 Giugno 2026 - Il racconto inedito dell’attacco alla base USA in Kuwait: una missione ad alto rischio condotta a bassissima quota, tra linee elettriche e navi, che ha seminato il panico tra le difese americane.
È un racconto che ha i contorni dell’epopea militare quello che emerge oggi dalle testimonianze dei piloti dell’aeronautica iraniana coinvolti nel bombardamento di Camp Buehring, in Kuwait, durante il recente conflitto. Per la prima volta, i protagonisti dell’operazione descrivono una missione condotta in condizioni estreme, nata come risposta immediata agli attacchi contro l’Iran.
La missione: volo radente e silenzio radio Il comandante della missione ha spiegato come la pianificazione sia iniziata subito dopo i primi raid stranieri sul suolo iraniano. La tattica scelta è stata quella del volo a bassissima quota — sotto i 50 piedi — per eludere i sistemi di difesa aerea multistrato. “Siamo passati sotto le linee elettriche e tra due navi, mantenendo il silenzio radio completo” ha dichiarato il comandante, sottolineando come la precisione nel pilotaggio sia stata l’unico modo per evitare l’intercettazione.
L’attacco e il caos nel campo Entrati nello spazio aereo kuwaitiano ad alta velocità, i caccia F-5 hanno utilizzato bombe a caduta libera. La distruzione all’interno della base è stata totale: i piloti riferiscono di elicotteri americani abbattuti al suolo e vasti incendi. L’attacco ha generato un tale caos nelle difese nemiche che, secondo il resoconto, le batterie contraeree kuwaitiane avrebbero erroneamente ingaggiato tre caccia F-15 americani.
“Abbiamo condotto un’operazione di inganno che ha impedito ogni inseguimento”, ha aggiunto il comandante, confermando che l’intero raid si è concluso in soli 50 minuti, con tutti i velivoli rientrati in una base predeterminata.
La motivazione: “Le nostre vite per ultime” Il raid non è stato solo una manovra tattica, ma una risposta emotiva e politica, scatenata dal lutto per la morte di diversi studenti iraniani uccisi in una scuola di Minab durante i bombardamenti congiunti USA-Israele. “Non abbiamo mai pensato che saremmo tornati”, ha confidato un altro pilota. “L’Iran è la nostra priorità, le nostre vite vengono per ultime”.
Crediti: Foto: Wikimedia Commons / Archivio IRIAF
