(AGENPARL) - Roma, 17 Giugno 2026 - La diplomazia corre sul filo del mare. Mentre il mondo attende la firma del Memorandum di intesa tra USA e Iran prevista per venerdì 19 giugno in Svizzera, il fulcro del negoziato si è spostato a margine del G7, dove il premier indiano Narendra Modi ha ottenuto da Donald Trump un impegno concreto sulla sicurezza dei marittimi.
L’intesa strategica Trump-Modi L’incontro bilaterale tra Washington e Nuova Delhi ha ridefinito i parametri degli equilibri geopolitici attuali. L’India ha messo sul tavolo una richiesta precisa: la protezione delle rotte commerciali e del personale marittimo indiano, fin troppo spesso coinvolto nelle tensioni nel Golfo di Oman. Trump, nel confermare la volontà di consolidare il futuro accordo con Teheran, ha garantito la massima cooperazione. Non è un semplice gesto di cortesia diplomatica, è un riconoscimento politico: gli USA riconoscono che senza la stabilità garantita anche dall’India, l’architettura di pace in Medio Oriente rischia di rimanere fragile.
Il peso del Memorandum Il Memorandum (MoU) che verrà firmato venerdì non riguarda solo il nucleare o il blocco economico. I 14 punti del documento, che prevedono la riapertura dello Stretto di Hormuz e la normalizzazione della navigazione, sono ora collegati direttamente alla tutela dei marittimi richiesta da Modi. Se l’Iran punta alla revoca delle sanzioni e allo sblocco dei 300 miliardi di investimenti privati, dovrà accettare che le navi mercantili – con l’India nel ruolo di attore protagonista – non siano più pedine di scambio, ma professionisti protetti dal nuovo quadro di sicurezza internazionale. La firma di venerdì segnerà l’inizio di una fase in cui Washington e Nuova Delhi collaborano per garantire la libertà di navigazione, pilastro fondamentale per l’economia globale.
Crediti: Foto: Prime Minister’s Office (via Wikimedia Commons)
