(AGENPARL) - Roma, 17 Giugno 2026 - MUMBAI – La politica indiana, cuore pulsante dell’economia del subcontinente, è scossa da una nuova manovra che potrebbe ridisegnare gli equilibri di potere nello stato del Maharashtra. Al centro della vicenda c’è la Shiv Sena, lo storico partito nazionalista, oggi diviso tra la fazione di Uddhav Thackeray e quella di Eknath Shinde, attuale vice capo del governo locale e stretto alleato del BJP (il partito del premier Narendra Modi).
L’“Operazione Tiger” Secondo indiscrezioni che circolano con insistenza negli ambienti parlamentari di Delhi, sarebbe in corso la cosiddetta “Operazione Tiger”. L’obiettivo è chiaro: convincere almeno 7 dei 9 deputati ancora fedeli a Uddhav Thackeray a passare tra le fila di Shinde. Una mossa che permetterebbe alla fazione pro-governo di raggiungere la soglia critica dei due terzi, legalizzando di fatto la “transfuga” e neutralizzando definitivamente l’ala dissidente della Shiv Sena.
Stabilità e investimenti Per i mercati e per gli osservatori internazionali, questa non è solo una disputa tra fazioni. Il Maharashtra, con la capitale Mumbai, rappresenta il motore finanziario dell’India. Una stabilità politica blindata dal controllo totale del BJP e dei suoi alleati regionali è vista come un segnale di continuità per gli investitori esteri. Tuttavia, il metodo – accusato di poggiare su pressioni e presunte offerte milionarie per il cambio di casacca – solleva interrogativi sulla qualità del dibattito democratico indiano.
Il contrattacco Dalla parte di Thackeray, la risposta non si è fatta attendere: è stata lanciata l'”Operazione Wolf”, un tentativo di serrare le fila e denunciare quello che definiscono un attacco diretto alla sopravvivenza del partito. Le accuse di corruzione sono pesanti e riflettono un clima elettorale sempre più teso, dove la conquista del potere territoriale passa attraverso la disgregazione sistematica delle opposizioni regionali.
La scissione della Shiv Sena ricorda, per certi versi, i recenti casi di rottura interna che hanno segnato il panorama politico italiano. Si tratta di vicende che nascono da forti frizioni identitarie, dove figure carismatiche rompono gli schemi dell’establishment partitico, infiammando l’opinione pubblica e costringendo i vecchi apparati a una reazione difensiva. Che si parli di Marathi Manoos in India o di identità nazionale alle nostre latitudini, il meccanismo di polarizzazione attraverso la rottura interna sembra essere la nuova frontiera della politica globale.
