(AGENPARL) - Roma, 20 Giugno 2026 - WASHINGTON – Il vicepresidente statunitense JD Vance ha replicato duramente alle critiche provenienti dal governo israeliano riguardo al patto tra Washington e Tehran per la conclusione del conflitto in Medio Oriente.
Durante una conferenza stampa, Vance ha contestato le posizioni degli esponenti dell’esecutivo di Gerusalemme che hanno definito l’accordo un errore. Il vicepresidente ha invitato i critici a “svegliarsi e affrontare la realtà” della loro posizione geopolitica, ricordando esplicitamente il peso del sostegno statunitense. “Due terzi delle armi difensive che hanno protetto Israele sono state costruite da mani americane e pagate dai contribuenti americani”, ha dichiarato Vance, ribadendo che gli Stati Uniti rimangono l’unico alleato di peso per Israele.
Il vicepresidente ha risposto anche alle indiscrezioni che parlavano di forti contrasti con il primo ministro Benjamin Netanyahu, smentendo le ricostruzioni giornalistiche: “Le conversazioni che ho avuto con lui non riflettono quanto riportato dai media”. Tuttavia, Vance ha preso di mira altri membri del gabinetto, in particolare il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, interrogandoli sulla loro strategia: “Non potete risolvere ogni problema di sicurezza nazionale uccidendo tutti. Qual è la vostra proposta concreta?”.
La replica di Ben-Gvir non si è fatta attendere: attraverso i social, il ministro ha paragonato la situazione alla lotta contro i nazisti nel XX secolo, insistendo sulla necessità di mantenere le truppe in Libano nonostante le previsioni dell’accordo. Il presidente Donald Trump, dal canto suo, ha cercato di ricondurre le parti alla tregua, richiedendo il rispetto del cessate il fuoco su tutti i fronti, Libano incluso.
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