(AGENPARL) - Roma, 13 Giugno 2026 - La situazione nel sud del Libano è segnata oggi da una nuova, intensa ondata di scontri. Le operazioni militari hanno visto coinvolti i distretti di Jezzine, Nabatieh, Tyre e Marjayoun, con un’escalation che non accenna a diminuire mentre si avvicina il quinto round di negoziati, previsto a Washington per il 22 giugno.
Raid israeliani nel sud
Secondo quanto riportato da fonti vicine alla situazione sul campo, le forze israeliane hanno condotto una serie di attacchi mirati. Nel distretto di Jezzine, il più colpito, un drone ha preso di mira un veicolo a Kfar Hounah, seguito da tre incursioni aeree in prossimità di un posto di blocco dell’esercito libanese. Operazioni sono state segnalate anche nelle aree di Al-Rihan e Sojod.
Nel settore di Nabatieh, l’artiglieria israeliana ha colpito il quartiere di Rahbat, mentre a sud, nei distretti di Tyre e Marjayoun, le ostilità hanno interessato le cittadine di Sarifa, Maarakeh e Khiam.
La replica di Hezbollah: l’uso dei droni
In risposta all’offensiva, il movimento di Hezbollah ha intensificato le proprie operazioni. Stando a quanto diffuso dai canali informativi legati al movimento, la resistenza ha preso di mira postazioni tecniche e veicoli dell’esercito israeliano utilizzando droni di tipo FPV e il modello d’attacco Ababil.
Gli attacchi si sono concentrati nella periferia del sito militare di Jal al-Dei e nei pressi di Yahmour al-Shaqif, dove è stato distrutto un carro armato Merkava. Un altro drone ha colpito un veicolo Hummer sulle alture di Hammamas, provocando il ferimento di diversi soldati. Hezbollah ha inoltre rivendicato un attacco contro un’area militare nella regione della Galilea. Gli esperti sottolineano come l’impiego di droni in fibra ottica permetta al movimento di eludere i sistemi di guerra elettronica israeliani, bypassando le difese radar tradizionali.
Diplomazia e bilancio UNIFIL
Nonostante l’intensificarsi del conflitto, il governo libanese ribadisce la volontà di proseguire sulla via diplomatica. Il 22 giugno, a Washington, è previsto un appuntamento cruciale: il quinto round di colloqui, che vedrà la partecipazione di funzionari militari libanesi per discutere la creazione di “zone pilota”. Il piano prevede il ritiro graduale delle forze israeliane e la ridefinizione del controllo territoriale, affidato all’esercito nazionale libanese.
Tuttavia, il clima rimane avvelenato dal bilancio del conflitto. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha espresso una ferma condanna per l’uccisione di un pacificatore serbo della missione UNIFIL, colpito il 4 giugno. Dall’inizio dell’escalation, lo scorso marzo, sono sette i soldati UNIFIL rimasti vittime degli scontri. Il costo umano globale è pesantissimo: dall’inizio dell’offensiva, il 2 marzo, si contano 3.711 morti, oltre 11.483 feriti e più di 1,6 milioni di sfollati.
Fonti: Masirahtv.net – Tasnimnews.ir
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