(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - La Procura europea (EPPO) di Bologna (Italia) sta conducendo un’indagine su una sospetta frode da 1 milione di euro relativa a finanziamenti del Fondo per la ripresa e la resilienza (RRF) dell’UE, destinati a sostenere la digitalizzazione e l’internazionalizzazione delle imprese italiane attraverso piattaforme di e-commerce.
L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza di Macerata, riguarda un presunto schema fraudolento finalizzato all’ottenimento di finanziamenti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dal Fondo di Resilienza e Rilancio (RRF).
Secondo le indagini, il presunto schema fraudolento ruotava attorno a un imprenditore che controllava diverse società operanti nel settore dell’e-commerce. Queste società avrebbero emesso fatture false e falsificato documenti per dare l’impressione che progetti di marketplace digitali fossero stati sviluppati e implementati per conto di aziende beneficiarie.
Sulla base delle prove emerse, le aziende beneficiarie hanno utilizzato documentazione falsa per ottenere prestiti e sovvenzioni agevolate da SIMEST, l’ente finanziario italiano per lo sviluppo e la promozione delle attività delle imprese italiane all’estero, destinati a finanziare lo sviluppo di piattaforme di e-commerce per la vendita dei loro prodotti all’estero. In realtà, i progetti non sono mai stati realizzati.
L’indagine ha inoltre rivelato che, dopo aver ricevuto i finanziamenti, le aziende beneficiarie hanno trasferito il denaro a società controllate dall’organizzatore del sistema come pagamento per servizi fittizi. Sono stati poi utilizzati ulteriori stratagemmi di fatturazione falsa per ridistribuire i fondi tra i partecipanti e nasconderne la provenienza.
Il valore complessivo della presunta frode è stimato in circa 1 milione di euro. Prima che la frode venisse scoperta, i sospettati avevano già ricevuto una prima tranche di finanziamenti pari a 500.000 euro. A seguito dell’indagine condotta dalla Procura europea, il pagamento di ulteriori 500.000 euro è stato bloccato e sono state adottate misure per recuperare i fondi già erogati.
Sette persone sono indagate per frode aggravata in materia di sussidi, appropriazione indebita di fondi pubblici, riciclaggio di denaro e riciclaggio di denaro. Cinque società sono inoltre indagate per reati di responsabilità aziendale ai sensi della legge italiana.
Considerate le accuse penali mosse contro di loro, tre indagati e una società hanno già richiesto un patteggiamento, restituito fondi e risarcito i danni causati, per un importo complessivo di circa 270.000 euro.
Tutte le persone coinvolte sono presunte innocenti fino a prova contraria, accertata dinanzi ai tribunali italiani competenti.
La Procura europea (EPPO) è l’organo inquirente indipendente dell’Unione europea. È responsabile delle indagini, dei procedimenti penali e del perseguimento dei reati contro gli interessi finanziari dell’UE.
