(AGENPARL) - Roma, 9 Giugno 2026 - Nel corso della giornata del 9 giugno 2026 il Senato ha concentrato la propria attività su un insieme articolato di provvedimenti che intrecciano agricoltura, filiere produttive, Made in Italy, sostenibilità e politiche industriali, delineando un quadro complessivo in cui la 9ª Commissione è diventata il vero baricentro dell’elaborazione legislativa. Il lavoro è iniziato con il seguito dell’esame dell’Atto Governo n. 406, lo schema di decreto legislativo che attua la delega prevista dalla Legge 102 del 2024 per il riordino del settore florovivaistico. La Commissione ha ripreso i temi emersi nelle audizioni del mattino, dalle organizzazioni agricole alle associazioni dei vivaisti, approfondendo la necessità di un quadro normativo organico che unifichi produzione e commercializzazione, rafforzi gli standard qualitativi e fitosanitari, potenzi i registri varietali e renda più trasparente la tracciabilità del materiale vegetale, con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti per imprese e vivai e valorizzare il comparto in chiave export e Made in Italy.
La discussione è poi proseguita con l’esame congiunto dei disegni di legge 972, 1145 e 1167 dedicati alla riduzione dello spreco alimentare, che intervengono sulla Legge 166 del 2016, la cosiddetta Legge Gadda, per aggiornarne gli strumenti e renderla più efficace. La Commissione ha approfondito le proposte di semplificazione delle donazioni, la digitalizzazione dei flussi, il rafforzamento del ruolo degli enti del terzo settore, la promozione della cultura del recupero e la riduzione dell’impatto ambientale, con l’obiettivo di arrivare a un testo unificato che modernizzi l’intera disciplina.
Successivamente l’attenzione si è spostata sul disegno di legge 1679, che istituisce la Rete delle Città madri del Made in Italy, in continuità con la Legge 206 del 2023 dedicata alla valorizzazione del sistema produttivo nazionale. Il provvedimento mira a riconoscere e coordinare i Comuni che custodiscono tradizioni produttive, artigianali e agroalimentari, rafforzando la narrazione identitaria del Made in Italy e sostenendo iniziative di marketing territoriale, turismo culturale e filiere locali attraverso una governance stabile tra enti locali, imprese e consorzi.
La Commissione ha poi esaminato il disegno di legge 1836 sulla cattura e stoccaggio della CO₂, chiamata a esprimere parere alla 8ª Commissione Ambiente. Il provvedimento si inserisce nella strategia nazionale di decarbonizzazione, in coerenza con il Regolamento UE 2018/1999, e assume particolare rilevanza non solo per i settori industriali energivori ma anche per l’agroindustria e le bioenergie, che potrebbero integrare sistemi di cattura negli impianti di trasformazione e sviluppare tecnologie BECCS capaci di generare emissioni negative. La discussione ha affrontato temi come sicurezza, governance, infrastrutture di trasporto e allineamento con gli obiettivi climatici europei.
Nel pomeriggio la Commissione ha dedicato spazio agli atti dell’Unione europea, a partire dal COM(2026) 100 sull’accelerazione industriale, che si inserisce nel quadro della strategia industriale europea e del Green Deal Industrial Plan. L’analisi ha riguardato le implicazioni per la competitività delle imprese, la semplificazione degli investimenti, il sostegno alle tecnologie strategiche e l’impatto sulle filiere agroalimentari e sulla meccanizzazione agricola. A seguire sono stati esaminati gli atti COM(2026) 320 e 321, che compongono l’iniziativa “EU Inc.” e puntano a rafforzare la governance industriale europea, coordinare gli investimenti strategici e sostenere l’autonomia tecnologica dell’Unione, con ricadute dirette sulle filiere italiane, dalla trasformazione alimentare alle bioenergie.
La giornata è proseguita con l’analisi dell’Atto n. 980 relativo alle aree di crisi industriale complessa, in attuazione della Legge 181 del 1989, un tema che incrocia politiche industriali, occupazione e sviluppo locale, con particolare attenzione ai territori agricoli e agroindustriali coinvolti in processi di riconversione produttiva. Infine la Commissione ha affrontato il pacchetto dei disegni di legge 385, 1267 e 1751 dedicati all’istituzione del Registro nazionale dei pizzaioli professionisti, in coerenza con la Legge 4 del 2013 sulle professioni non organizzate. Il provvedimento mira a definire standard formativi, certificare competenze, valorizzare una professione simbolo del Made in Italy e tutelare la qualità delle filiere agroalimentari collegate.
Nel complesso la giornata del 9 giugno 2026 ha mostrato un Senato fortemente impegnato su dossier che intrecciano agricoltura, industria, sostenibilità e identità produttiva nazionale. La 9ª Commissione si è confermata il luogo in cui convergono le principali linee di intervento che riguardano il florovivaismo, la lotta allo spreco alimentare, la promozione del Made in Italy, le tecnologie per la decarbonizzazione, le strategie industriali europee e il riconoscimento delle professioni agroalimentari, delineando un quadro politico e legislativo che riflette la crescente interdipendenza tra filiere agricole, competitività industriale e politiche europee.