
(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - L’arbitro Omar Abdulkadir Artan durante una direzione di gara (Foto: Fédération Guinéenne Football / Pubblico domini
Un incidente diplomatico e sportivo di rilievo ha colpito la preparazione dei Mondiali di calcio 2026. L’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, selezionato dalla FIFA per dirigere le partite del torneo, è stato respinto all’arrivo negli Stati Uniti durante lo scorso weekend.
I fatti
Artan, considerato uno dei migliori arbitri del continente africano (nominato “Africa’s Best Referee” nel 2025), stava viaggiando da Istanbul verso Miami per partecipare a un seminario tecnico obbligatorio per gli ufficiali di gara. Nonostante fosse in possesso di un passaporto diplomatico – facilitato dalle autorità somale – al suo arrivo negli USA gli è stato negato l’ingresso. Dopo il respingimento, l’arbitro è stato fatto ripartire verso la Turchia nella giornata di domenica.
L’ostacolo normativo
Alla base del diniego si trova il proclama emesso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump il 4 giugno 2025, che sospende integralmente l’ingresso dei cittadini somali sul territorio statunitense, sia come immigrati che come non immigrati. Una misura che non ha previsto deroghe neppure per figure di spicco internazionale impegnate in eventi di portata globale come la Coppa del Mondo FIFA.
La posizione della FIFA
La Federazione calcistica somala ha confermato di aver già avviato contatti formali con la FIFA per denunciare l’accaduto. Al momento, né il massimo organo del calcio mondiale né le autorità statunitensi hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali. La questione apre un delicato interrogativo sull’organizzazione dei prossimi Mondiali: come gestirà la FIFA la presenza di professionisti provenienti da Paesi colpiti dai bandi migratori statunitensi?