
(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2026 - “Lo skyline di Abu Dhabi: la stabilità economica del Paese è ora scossa dalle rivelazioni sul conflitto regionale” Foto: Ulises Icardi / Wikimedia Commons (Licenza CC BY-SA 4.0)
Nuovi e pesanti retroscena scuotono lo scacchiere del Medio Oriente. Secondo un rapporto del Wall Street Journalrilanciato dalle fonti iraniane, gli Emirati Arabi Uniti avrebbero giocato un ruolo di primo piano nell’aggressione contro l’Iran, superando di gran lunga il profilo di “spettatore” mantenuto fino ad ora.
Le forze di Abu Dhabi avrebbero condotto dozzine di attacchi aerei contro obiettivi strategici in territorio iraniano – inclusi siti sulle isole di Qeshm e Abu Musa, oltre a infrastrutture chiave a Bandar Abbas, Lavan e Assaluyeh – in pieno coordinamento con l’intelligence statunitense e israeliana. Queste rivelazioni di fatto certificano la fine della neutralità diplomatica degli stati del Golfo, smentendo le assicurazioni pubbliche fornite in precedenza.
Il report evidenzia anche una profonda frattura interna al Consiglio di cooperazione del Golfo: l’Arabia Saudita, temendo ritorsioni sugli impianti energetici regionali, avrebbe invano tentato di frenare l’iniziativa di Abu Dhabi, spingendo per una soluzione diplomatica. L’instabilità bellica sta già presentando un conto salato agli Emirati: oltre 120 miliardi di dollari bruciati sui mercati azionari di Dubai e Abu Dhabi e migliaia di voli cancellati. Una crisi che, oltre a quella militare, apre ora un fronte interno di grave incertezza economica.
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