
(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - Clamoroso sviluppo nello scacchiere del Medio Oriente, che rischia di ridisegnare gli equilibri del conflitto in corso. Mentre il Pakistan ricopre ufficialmente il ruolo di principale mediatore diplomatico tra il presidente statunitense Donald Trump e il Consiglio di Sicurezza iraniano, un’esclusiva internazionale svela un imponente e segreto dispiegamento militare pakistano sul suolo dell’Arabia Saudita.
Secondo fonti della sicurezza e del governo di Islamabad, il Pakistan ha trasferito nel Regno saudita un contingente combat-capable di circa 8.000 soldati, un’intera squadriglia composta da 16 caccia multiruolo JF-17 Thunder (sviluppati congiuntamente con la Cina), due squadroni di droni e una batteria missilistica di difesa aerea a lungo raggio HQ-9. Il dispositivo bellico, interamente finanziato da Riad ma operato da personale militare pakistano, risponde a un patto di mutua difesa siglato lo scorso anno. Una fonte governativa che ha visionato il testo riservato del trattato ha rivelato che l’accordo prevede la clausola straordinaria di poter scalare il contingente fino a 80.000 truppe pakistane a protezione dei confini sauditi qualora la situazione dovesse precipitare.
La mossa di Islamabad mette a nudo una postura geopolitica ad altissimo rischio. Da un lato il capo dell’esercito pakistano, il Field Marshal Asim Munir, gestisce i canali segreti che hanno permesso di preservare il fragile cessate il fuoco dello scorso 8 aprile; dall’altro, blinda militarmente il principale alleato di Washington nel Golfo a seguito dei passati raid iraniani contro le infrastrutture energetiche saudite. L’operazione solleva inoltre pesanti interrogativi a Washington sulla neutralità di Islamabad, specialmente dopo i recenti report relativi a caccia iraniani che avrebbero trovato rifugio nelle basi aeree pakistane per sfuggire ai bombardamenti americani.