(AGENPARL) - Roma, 15 Maggio 2026 - L’Iran non chiude la porta alla diplomazia, ma esige serietà. Dal vertice di Nuova Delhi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha confermato la volontà di Teheran di proseguire sulla via dei negoziati, a patto che gli Stati Uniti dimostrino un impegno reale per un “accordo equo ed equilibrato”.
Una tregua fragile
Araqchi ha descritto l’attuale situazione come un cessate il fuoco estremamente precario. “Stiamo cercando di preservare questa tregua per dare una chance alla diplomazia”, ha dichiarato il ministro, sottolineando però il profondo rammarico per gli attacchi subiti in passato proprio nel culmine dei tentativi diplomatici. Per Teheran, la mancanza di fiducia resta l’ostacolo principale: “Washington invia messaggi contraddittori ogni giorno, alimentando i nostri dubbi”.
Il nodo nucleare e il ruolo di Russia e Cina
Sulla complessa questione dei materiali arricchiti, Araqchi ha rivelato che le parti hanno deciso di posticipare la discussione a fasi successive per evitare lo stallo totale. In questo contesto, l’Iran guarda ai suoi partner strategici:
- Russia: Saranno avviate consultazioni con Mosca per valutare se le loro proposte possano sbloccare l’impasse.
- Cina: Teheran accoglie con favore il possibile ruolo di Pechino come mediatore, citando il successo ottenuto nel ripristino dei rapporti con l’Arabia Saudita.
Stretto di Hormuz e sicurezza globale
Il ministro ha concluso auspicando che il progresso dei colloqui porti alla piena sicurezza nello Stretto di Hormuz e al ripristino della normale navigazione marittima, ribadendo che l’Iran non ha mai cercato armi nucleari e che la soluzione militare non è un’opzione percorribile.
