(AGENPARL) - Roma, 12 Maggio 2026 - La Repubblica Islamica dell’Iran riafferma la propria autorità su uno dei punti nevralgici del commercio mondiale. Mohammad Akbarzadeh, vice responsabile politico della Marina delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), ha dichiarato in un’intervista alla TV di Stato (ripresa dall’agenzia Tasnim) che lo Stretto di Hormuz è sotto il fermo controllo di Teheran.
Una visione strategica, non solo geografica
Secondo Akbarzadeh, l’approccio iraniano allo Stretto non è meramente territoriale, ma risponde a una visione strategica superiore. Il funzionario ha voluto precisare che l’ostilità di Teheran non è rivolta ai popoli del mondo, bensì ai governi che hanno costruito una “falsa immagine” della Repubblica Islamica per giustificare politiche di aggressione. “Molti paesi interpretano ogni nostra azione come un tentativo di conquista, ma è una percezione errata”, ha sottolineato il vice comandante.
Dalla de-escalation alle “nuove politiche”
Il passaggio più significativo dell’intervento riguarda il mutamento della postura difensiva iraniana. Se finora l’Iran ha garantito il transito gratuito e sicuro — scortando persino navi di paesi ostili in nome della stabilità regionale — Akbarzadeh avverte che “oggi le condizioni sono cambiate”.
Sulla base delle direttive della Guida Suprema, l’Iran sta attuando nuove politiche riguardo allo Stretto, i cui effetti “saranno presto visibili al mondo”. Teheran continuerà a monitorare ogni movimento, assicurando che non verrà tollerata alcuna intrusione nelle proprie acque territoriali o violazione dei propri interessi nazionali.
