(AGENPARL) - Roma, 9 Maggio 2026 - Il sistema sanitario della Striscia di Gaza è al collasso totale e a pagarne il prezzo più alto sono i pazienti cronici. In occasione della Giornata Mondiale della Talassemia, fonti mediche lanciano un grido d’allarme: la carenza di farmaci e la distruzione dei centri specializzati stanno trasformando la cura in una quotidiana lotta per la sopravvivenza.
I numeri della crisi
Secondo i dati aggiornati al 9 maggio 2026, la comunità dei pazienti talassemici a Gaza è stata decimata. Su un totale di 334 pazienti registrati, ben 50 sono deceduti a causa delle complicazioni legate all’aggressione e alla mancanza di cure. Attualmente restano nella Striscia 237 pazienti, tra cui 52 bambini sotto i 12 anni, la cui vita è appesa a un filo per la mancanza di trasfusioni regolari e di trattamenti chelanti.
Infrastrutture distrutte e diagnosi impossibili
Oltre alla carenza di unità di sangue e medicinali specifici, il rapporto WAFA evidenzia la distruzione sistematica delle infrastrutture di laboratorio. Questo non solo impedisce il monitoraggio terapeutico di chi è già malato, ma sta portando a una proliferazione di casi non diagnosticati. Decenni di sforzi nella medicina preventiva e nello screening sono stati annullati dalla distruzione delle apparecchiature diagnostiche, mettendo a rischio le future generazioni.
Appello internazionale
Le autorità mediche locali hanno rivolto un appello urgente alle organizzazioni sanitarie mondiali. Senza un intervento immediato per il ripristino dei centri e la fornitura di kit per le trasfusioni, i pazienti rimasti — già provati dai continui sfollamenti e dalle pessime condizioni sociali — rischiano di soccombere a una patologia che, in condizioni normali, sarebbe gestibile.
https://english.wafa.ps/Pages/Details/170251
