(AGENPARL) - Roma, 7 Maggio 2026 - Mentre le acque dello Stretto di Hormuz ribollono di tensioni militari e indiscrezioni mediatiche, il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian lancia un messaggio di estrema compattezza dal cuore economico del Paese. Durante una visita al Ministero dell’Industria, delle Miniere e del Commercio, il leader della Repubblica Islamica ha ribadito che nessuna “pressione straniera” o “cospirazione” potrà deviare la nazione dal percorso di progresso e indipendenza.
Economia di resistenza. Il discorso di Pezeshkian non è solo retorica diplomatica, ma un richiamo alle armi per il settore produttivo. Con un chiaro riferimento alle sanzioni e al blocco navale guidato dagli USA, il Presidente ha sottolineato che l’amministrazione si impegnerà con tutte le proprie forze per preservare la dignità nazionale, chiedendo il sostegno di sindacati e attivisti economici per superare le difficoltà attuali.
Il monito contro la dipendenza. Pezeshkian ha messo in guardia contro le “aspettative irrealistiche” (un velato riferimento alle promesse di facciata occidentali), evidenziando che trascurare l’indipendenza porterebbe solo a una rinnovata debolezza e dipendenza per le nazioni. “Il percorso è difficile ma onorevole”, ha concluso, sigillando così la strategia di Teheran: nessuna resa strategica in cambio di una tregua temporanea. La via dell’Iran, nonostante le manovre di Washington, continua con determinazione.
https://en.irna.ir/news/86148217/Pezeshkian-Iran-will-not-let-foreign-pressures-derail-nation-s
