(AGENPARL) - Roma, 7 Maggio 2026 - La Repubblica Islamica non si piegherà. In una giornata carica di significati simbolici e strategici, il Presidente Masoud Pezeshkian ha parlato alla nazione durante una visita al Ministero dell’Industria, delle Miniere e del Commercio, tracciando una linea netta di fronte alle crescenti pressioni esterne e alle minacce di blocco navale.
Le due vie dell’Iran
Pezeshkian ha descritto con realismo la sfida che il Paese sta affrontando: “L’Iran ha due percorsi davanti a sé: o resistere facendo affidamento sulle capacità del popolo, o arrendersi alle pressioni. La scelta della nazione e del governo è, senza dubbio, quella di stare in piedi, resistere e preservare la dignità nazionale”. Un messaggio che arriva mentre lo Stretto di Hormuz vede l’istituzione di un’autorità di gestione iraniana, mossa che ha costretto Washington a mettere in pausa le operazioni di scorta.
Economia di guerra e riforme
Il Presidente non ha nascosto le difficoltà strutturali, citando apertamente il deficit di bilancio e le sfide inflattive. Tuttavia, la risposta di Teheran è la riforma delle strutture economiche per ridurre la dipendenza dal petrolio e facilitare le esportazioni. “Rafforzando la produzione domestica, la speranza dei nemici di creare insoddisfazione attraverso la pressione economica si trasformerà in disperazione”, ha dichiarato, sottolineando che l’indipendenza e la sicurezza del Paese non sono negoziabili.
Il vertice con Mojtaba Khamenei: 150 minuti di sintonia
Un passaggio fondamentale del discorso è stato il resoconto del lungo incontro (circa due ore e mezza) con la Guida Suprema, l’Ayatollah Sayyid Mojtaba Khamenei. Pezeshkian ha descritto un clima di “calma, empatia e fiducia reciproca”, sottolineando l’approccio umile e sincero della Guida. Questo dettaglio istituzionale serve a smentire le voci di corridoio su presunte divisioni interne: il governo e la leadership religiosa marciano uniti verso quella che definiscono la “vittoria della nazione”.
