(AGENPARL) - Roma, 23 Aprile 2026 - Il fragile cessate il fuoco in Medio Oriente sembra ormai un ricordo. Con un post durissimo su Truth Social, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver dato ordine alla US Navy di “sparare per uccidere” (shoot and kill) contro qualsiasi imbarcazione sorpresa a posare mine nelle acque strategiche dello Stretto di Hormuz.
Triplicate le operazioni di sminamento
Oltre all’ordine di ingaggio letale, Trump ha confermato che i cacciamine americani sono già impegnati a bonificare lo Stretto. “Ho ordinato che questa attività continui, ma a un livello triplicato”, ha scritto il tycoon. Sebbene Washington non abbia ancora fornito prove definitive sulla posa di mine da parte dell’Iran, la mossa viene definita come “preventiva” per garantire il flusso del commercio globale.
Il contesto: la mossa della Somalia e la lista di Teheran
L’ordine di Trump non arriva nel vuoto. Si inserisce in una giornata di altissima tensione geopolitica che vede:
1. L’Iran aver già formalizzato una lista di obiettivi sensibili (centrali elettriche e basi USA) in caso di attacco.
2. La Somalia (tramite l’agenzia IRNA) aver minacciato il blocco del Bab el-Mandeb come ritorsione contro Israele per la questione Somaliland.
Verso lo scontro diretto?
Con le regole d’ingaggio cambiate e l’ordine di “sparare a vista”, il rischio di un errore di calcolo o di uno scontro diretto tra la Marina USA e i Guardiani della Rivoluzione iraniana è ai massimi storici. La “guerra delle mine” potrebbe essere la scintilla definitiva che riaccende il conflitto su larga scala, coinvolgendo non solo il Golfo ma l’intero sistema di passaggi marittimi dal Mar Rosso all’Oceano Indiano.
