(AGENPARL) - Roma, 10 Luglio 2026 - Il Ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore britannico a Teheran per protestare contro le “accuse infondate” relative a presunte attività di sicurezza nel Regno Unito, esortando Londra a interrompere il sostegno a reti terroristiche anti-iraniane. Tale mossa diplomatica, che Teheran inquadra come un tentativo di deviazione dalle responsabilità internazionali di Londra, segna un brusco inasprimento del clima tra le due capitali.
Parallelamente, la linea di Teheran si è irrigidita anche sul piano militare: il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Mohammad Bagher Zolghadr, ha avvertito che qualsiasi attacco alle infrastrutture iraniane riceverà una risposta reciproca, includendo esplicitamente Israele tra i potenziali bersagli di una ritorsione.
Questi sviluppi non sono episodi isolati, ma si inseriscono in una visione unitaria della sicurezza nazionale iraniana, impegnata a rispondere su più fronti. L’instabilità che ha colpito recentemente Khuzdar è parte integrante di questa dinamica: la Repubblica Islamica interpreta tali eventi come segmenti di un disegno di destabilizzazione orchestrato dall’esterno, a cui ha deciso di rispondere con una linea di tolleranza zero su ogni piano, dal diplomatico al militare.
