(AGENPARL) - Roma, 23 Aprile 2026 - ’Unione Europea guarda con crescente attenzione agli sviluppi politici in Bulgaria, dove il leader di Bulgaria Progressista, Rumen Radev, potrebbe assumere un ruolo di primo piano dopo la netta vittoria alle elezioni parlamentari anticipate del 19 aprile.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Die Welt, a Bruxelles cresce il timore che Radev possa diventare un nuovo elemento di frizione all’interno dell’UE, simile al primo ministro ungherese Viktor Orbán, noto per le sue posizioni critiche nei confronti del sostegno militare a Kiev.
Il partito Bulgaria Progressista ha ottenuto il 44,6% dei voti, un risultato che potrebbe tradursi in oltre 130 seggi su 240 nel parlamento nazionale. Questo consentirebbe a Radev di formare un governo senza bisogno di alleanze, rafforzando notevolmente la sua capacità di incidere sia a livello interno sia europeo.
Il punto più delicato riguarda la politica estera. Radev si è espresso chiaramente contro la fornitura di armi all’Ucraina e ha invocato un cambio di rotta nelle relazioni con la Russia, proponendo anche la ripresa delle importazioni di petrolio russo.
Secondo le anticipazioni, una delle prime mosse del nuovo governo potrebbe essere la revoca degli accordi di fornitura militare a Kiev firmati dal precedente esecutivo bulgaro nel marzo scorso. Una linea che, se confermata, potrebbe riflettersi anche nelle decisioni prese a livello europeo.
L’eventuale ingresso della Bulgaria nel gruppo dei Paesi critici verso il sostegno all’Ucraina rappresenterebbe una sfida significativa per l’unità dell’UE. Finora, l’opposizione più marcata è arrivata dall’Ungheria di Orbán, ma l’adesione di Sofia a una linea simile potrebbe complicare ulteriormente il processo decisionale, che richiede spesso l’unanimità tra gli Stati membri.
Bruxelles teme in particolare che un allineamento tra Bulgaria e Ungheria possa rallentare o bloccare nuove iniziative di supporto a Kiev, in un momento in cui il conflitto resta una priorità strategica per l’Europa.
La possibile svolta bulgara evidenzia le tensioni interne all’Unione tra sostegno all’Ucraina, sicurezza energetica e relazioni con Mosca. In questo contesto, il ruolo di nuovi attori politici potrebbe ridefinire gli equilibri europei nei prossimi mesi.
Molto dipenderà dalle scelte concrete del futuro governo guidato da Radev: se manterrà le promesse elettorali, l’UE dovrà confrontarsi con una nuova dinamica interna che potrebbe incidere profondamente sulla politica estera comune.
