(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - Il Ministro degli Affari Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha espresso dure critiche verso i Paesi europei per il loro silenzio in merito ai recenti attacchi militari condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Durante un colloquio telefonico avvenuto mercoledì con il suo omologo italiano, Antonio Tajani, Araqchi ha avvertito che tale inerzia mina il diritto internazionale e il regime di non proliferazione.
Nel corso del confronto, i due ministri hanno discusso degli sviluppi regionali e delle conseguenze di natura sicuritaria, legale ed economica derivanti da quella che Araqchi ha definito “la guerra di aggressione” statunitense e israeliana contro la Repubblica Islamica. Il capo della diplomazia di Tehran ha sottolineato che tutti gli Stati hanno la responsabilità di condannare quelle che considera palesi violazioni della Carta delle Nazioni Unite.
In merito alla situazione attuale nello Stretto di Hormuz, Araqchi l’ha definita una conseguenza diretta delle azioni militari unilaterali degli Stati Uniti contro uno Stato sovrano membro dell’ONU. Ha inoltre ribadito che l’Iran, in quanto Stato costiero, ha adottato misure conformi al diritto internazionale per salvaguardare la propria sicurezza nazionale contro minacce e aggressioni, attribuendo agli “aggressori” la piena responsabilità per le ripercussioni economiche globali della crisi.
Un punto centrale del colloquio è stato il richiamo di Araqchi sul “doppio standard” europeo: il Ministro ha definito “inaccettabile” il silenzio dei governi europei sugli attacchi alle strutture nucleari civili iraniane, avvertendo che questo approccio contribuisce all’erosione delle norme internazionali.
I due diplomatici hanno affrontato anche il tema della crisi in Libano, concordando sulla necessità di rispettare il cessate il fuoco. Da parte sua, il Ministro degli Esteri Tajani ha sottolineato l’importanza di mantenere la pace e la stabilità nella regione del Golfo Persico, confermando la disponibilità di Roma a contribuire al rafforzamento della stabilità regionale.