(AGENPARL) - Roma, 20 Aprile 2026 - Nonostante le indiscrezioni circolate sui media occidentali riguardo a un imminente nuovo round di colloqui tra Teheran e Washington, l’Iran mantiene ferma la propria posizione di non partecipazione. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim News, citando fonti informate, la decisione della Repubblica Islamica di non intraprendere nuovi negoziati con gli Stati Uniti rimane, allo stato attuale, invariata.
Le condizioni di Teheran
Le fonti consultate da Tasnim sottolineano che l’Iran ha chiaramente comunicato la propria posizione ai funzionari statunitensi attraverso i mediatori pakistani. Teheran pone due condizioni imprescindibili per la ripresa di qualsiasi dialogo:
1. Ritiro delle “richieste eccessive”: L’Iran accusa Washington di avanzare pretese “irragionevoli e fuori dalla realtà” che ostacolano il raggiungimento di un accordo equo.
2. Fine del blocco navale: La prosecuzione delle sanzioni e del blocco marittimo ai danni dei porti iraniani è vista come una violazione degli impegni e un atto di ostilità incompatibile con il tavolo negoziale.
Scetticismo e “Guerra Mediatica”
L’agenzia iraniana riferisce che l’attuale atmosfera non può essere definita positiva. Le autorità di Teheran guardano con profondo scetticismo alla buona fede di Washington, descrivendo la narrazione dei media americani — che davano per certo un incontro a Islamabad nei prossimi giorni — come parte di un “gioco mediatico” volto a esercitare pressione e a spostare la responsabilità del fallimento diplomatico sull’Iran.
Secondo Tasnim, “senza il rispetto delle precondizioni necessarie e la definizione di un quadro giuridico e contrattuale adeguato, ogni ulteriore round di colloqui sarebbe improduttivo e logorante”.
Il contesto
La tensione tra i due Paesi rimane altissima dopo lo scadere degli impegni legati al cessate il fuoco dell’8 aprile. Mentre la Casa Bianca ha confermato l’invio di una delegazione di alto livello in Pakistan, l’Iran ribadisce che non ci sarà alcuna partecipazione ufficiale finché gli Stati Uniti non abbandoneranno la politica delle “richieste massimaliste” e non porranno fine alle manovre di blocco navale nello Stretto di Hormuz e nelle acque circostanti.
L’Iran ha concluso ribadendo che la gestione dello Stretto e dei transiti marittimi resterà sotto il proprio stretto controllo finché non verrà ripristinata la piena libertà di movimento per le proprie imbarcazioni, sottolineando che la risoluzione della crisi “si decide sul campo e non attraverso i social media o annunci unilaterali”.
