(AGENPARL) - Roma, 19 Aprile 2026 - “US intelligence assessments have assessed that Iran likely still has access to around 70 percent of its pre-war ballistic missile stockpiles, and around 60 percent of its missile launchers, The New York Times reports. It also still retains around 40% of its drone arsenal… since the ceasefire it has managed to dig out another 100 launchers from under the ground.”
Il commento:
I dati pubblicati dal Times of Israel (su fonte New York Times) cambiano radicalmente la lettura dei negoziati di Islamabad. Teheran non sta trattando da una posizione di debolezza: nonostante le migliaia di obiettivi colpiti dai raid USA e israeliani, l’Iran è riuscito a “riesumare” dalle proprie basi sotterranee (le cosiddette “città dei missili”) oltre 100 lanciatori che si credevano distrutti. Questa capacità di rigenerazione bellica spiega lo scetticismo espresso ad Al Jazeera dall’analista Abas Aslani: con un arsenale ancora operativo al 70%, l’Iran usa lo Stretto di Hormuz non come un bluff, ma come una minaccia militare concreta e immediata.
