(AGENPARL) - Roma, 27 Aprile 2026 - Il Mali è stato teatro di un presunto tentativo di colpo di stato, sventato dalle forze governative dopo una serie di attacchi coordinati lanciati da gruppi estremisti il 25 aprile. A renderlo noto è stato il Primo Ministro ad interim Abdoulaye Maiga durante una conferenza stampa a Bamako.
Secondo le autorità, l’offensiva non mirava solo a compiere azioni terroristiche, ma a destabilizzare il Paese e rovesciare le istituzioni.
“Obiettivo: prendere il potere”
“L’obiettivo del nemico non era solo quello di commettere atti terroristici, ma di impadronirsi del potere smantellando le istituzioni della repubblica e ponendo fine al processo di transizione”, ha dichiarato Maiga, come riportato dai media statali.
Gli attacchi hanno colpito circa 20 città e località in diverse regioni del Paese, evidenziando un’azione coordinata su larga scala.
La risposta delle forze governative
Il governo ha affermato che la reazione delle forze armate è stata “decisa e convincente”. Secondo Maiga, le operazioni militari hanno portato alla neutralizzazione di “centinaia di terroristi” in tutto il territorio nazionale.
Il premier ha attribuito il successo dell’operazione alla dedizione delle forze di sicurezza e alla leadership del presidente ad interim Assimi Goita.
Un Paese segnato da instabilità
Il Mali attraversa una fase di forte instabilità politica da diversi anni. Dal 2020 si sono verificati due colpi di stato militari, culminati nel 2021 con la nomina di Goita a capo di Stato ad interim.
Nel 2025, il Consiglio Nazionale di Transizione ha approvato la sua permanenza al potere almeno fino al 2030, con possibilità di rielezione, una decisione che ha suscitato critiche a livello internazionale.
Sicurezza e resilienza
Maiga ha sottolineato la necessità di trarre insegnamenti dagli attacchi del 25 aprile, annunciando un rafforzamento delle misure di sicurezza e eventuali modifiche strategiche per prevenire nuovi tentativi di destabilizzazione.
Il premier ha inoltre lodato la resilienza della popolazione maliana, evidenziando il sostegno dei cittadini alle forze armate e al processo di rinascita del Paese.
Una minaccia persistente
L’episodio conferma come la minaccia rappresentata dai gruppi estremisti resti elevata nel Mali e nella regione del Sahel, dove instabilità politica e terrorismo continuano a intrecciarsi.
Nonostante la risposta militare, il rischio di nuove escalation resta concreto, rendendo la sicurezza nazionale una delle principali sfide per il governo di transizione.