(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - Non solo sicurezza, ma una vera e propria “amministrazione controllata” globale. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rotto gli indugi definendo il controllo dello Stretto di Hormuz una “priorità assoluta” e prefigurando un cambio di paradigma senza precedenti nel diritto marittimo: l’introduzione di un sistema di pedaggi (tolls) per tutte le navi in transito.
“Siamo i vincitori. Abbiamo vinto”, ha dichiarato Trump alla Casa Bianca, suggerendo che il controllo della rotta energetica più calda del mondo passi ora sotto la gestione diretta statunitense. Il piano, definito come un “concept” operativo, prevede che gli USA incassino i proventi del transito petrolifero, ribaltando decenni di sovranità regionale e trasformando lo Stretto in una zona a gestione imperiale.
Ma la sfida di Trump a Teheran non si ferma all’economia. Il Presidente ha infatti alzato la posta dell’ultimatum delle 48 ore: in caso di mancata resa, gli Stati Uniti colpiranno sistematicamente le infrastrutture civili iraniane, inclusi ponti, reti elettriche e idriche, puntando al collasso interno del regime. Una strategia di pressione massima che mira a far pagare i costi del conflitto non solo agli avversari, ma anche ai partner regionali attraverso il meccanismo del “pay to play”.