(AGENPARL) - Roma, 3 Aprile 2026 - “Oggi il Consiglio dei ministri guidato da Giorgia Meloni sforna il quarto inutile decretino in un mese e mezzo. E il fatto stesso che dopo il Dl bollette, il Dl carburanti, il Dl fiscale stamattina sia sia dovuto varare un Dl accise in fretta e furia dimostra l’inadeguatezza di un Esecutivo che da troppi anni insegue gli eventi senza governarli. Un Escutivo, pertanto, ai titoli di coda. Mettere un’altra pecetta da 500 milioni, peraltro pagati in parte dai cittadini stessi attraverso la maggiore Iva, per prorogare un insufficiente e inutile taglio delle accise fino ai primi di maggio, illudendosi di coprire le gite fuori porta del primo maggio, è a dir poco insultante. Come accaduto per il primo Dl carburanti, anche la proroga del taglio delle accise di questo ulteriore decreto verrà letteralmente mangiata dall’aumento del prezzo del petrolio, ormai stabilmente sopra i 100 dollari al barile. Drammatiche poi le parole del ministro Giorgetti, che ammette la necessità di superare i vincoli di quel Patto di stabilità che lui stesso, con Giorgia Meloni, ha firmato. Un Governo presuntuoso e spregiudicato ha commesso un peccato originale firmando quel Patto. Oggi tutti i principali analisti e osservatori ci dicono che viviamo una fase di ‘permacrisi’ e ‘policrisi’, piena di frammentazioni commerciali e geopolitiche, con il totale ribaltamento delle catene mondiali di fornitura. E, si badi bene, questa situazione va avanti almeno dal 2008, ossia dalla crisi dei mutui subprime. Le crisi che viviamo non sono eventi di oggi, ma hanno radici lontane. Non averlo capito, da parte dell’Ue e dell’Italia, che hanno riesumato un telaio economico europeo di fatto inservibile, è una colpa enorme. Sarà difficile rimettere insieme i cocci, ma è possibile. Non può però essere questo Governo a rimetterli insieme, essendo ormai arrivato a un chiaro ‘game over’. Serve cambiare strada rapidamente, sospendere il Patto di stabilità, riscriverlo radicalmente, introdurre gli Eurobond, aumentare il bilancio pluriennale Ue, tassare gli extraprofitti bancari ed energetici, disegnare una traiettoria precisa di politica industriale, introdurre il salario minimo e varare una poltica di sostegno ai redditi che in Italia, a livello reale, sono in pauroso arretramento”. Lo comunicano i parlamentari M5S delle Commissioni bilancio, finanze e attività produttive di Camera e Senato.
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