(AGENPARL) - Roma, 20 Marzo 2026 -
La NATO ha una definizione comune di spesa per la difesa fin dai primi anni ’50. La definizione è concordata da tutti gli alleati della NATO.
Al vertice NATO del 2025 all’Aia, gli Alleati si sono impegnati a investire il 5% del Prodotto Interno Lordo (PIL) annuo in requisiti fondamentali per la difesa e spese relative alla difesa e alla sicurezza entro il 2035. Stanzieranno almeno il 3,5% del PIL annuo, sulla base della definizione concordata di spesa per la difesa della NATO, entro il 2035, per i requisiti fondamentali della difesa e per raggiungere gli Obiettivi di Capacità della NATO. Gli Alleati hanno concordato di presentare piani annuali che indichino un percorso credibile e incrementale per raggiungere questo obiettivo. Saranno investiti fino all’1,5% del PIL annuo per, tra l’altro, proteggere le infrastrutture critiche, difendere le reti, garantire la preparazione e la resilienza civile, innovare e rafforzare la base industriale della difesa.
Nel 2025, si prevede che tutti gli alleati raggiungeranno o supereranno l’obiettivo pre-vertice di investire almeno il 2% del PIL nella difesa, rispetto ai soli tre alleati nel 2014.
Si ricorda che, in precedenza, nel corso del Summit NATO del 2014 in Galles gli Stati membri della Nato avevano assunto l’impegno di incrementare le proprie spese per la difesa fino al raggiungimento dell’obiettivo del 2% delle spese per la difesa rispetto al PIL
Per ulteriori approfondimenti relativamente alle spese NATO e al vertice dell’Aia del 2025 si rinvia alla relativa pagina NATO.
Il Documento programmatico pluriennale per la Difesa (DPP) per il triennio 2025-2027 – trasmesso alle Camere il 3 ottobre 2025 – ribadisce che la NATO resta un imprescindibile punto di riferimento per l’Italia, in termini di valori condivisi, dissuasione, deterrenza e difesa. L’approccio nazionale è per una NATO pronta ad affrontare le sfide globali, che tenga conto di ogni tipo di minaccia in tutte le direzioni strategiche.
In questo contesto, il DPP 2025-2027 ribadisce che l’Italia è fortemente impegnata a fornire il proprio contributo sia nella dimensione operativa che cooperativa all’interno della NATO, dell’UE, dell’ONU e su base multilaterale e bilaterale, mantenendo un approccio globale.
Lo stesso documento, inoltre, afferma che attraverso una riqualificazione delle spese e grazie anche agli effetti positivi di alcuni rifinanziamenti, l’Italia ha affrontato il vertice NATO dell’Aja 24-25 giugno 2025 potendo comunicare il 2% del PIL per la spesa in difesa, raggiungendo di fatto gli obiettivi Defence Investment Pledge (DIP) fissati nel Summit del Galles del 2014.
Anche nel Documento programmatico di finanza pubblica 2025 – trasmesso dal Governo alle Camere il 2 ottobre 2025 – risulta la misura relativa “Rafforzamento della capacità di difesa comune” ove viene affermato che l’Italia sta assumendo un ruolo attivo nell’aumento degli investimenti nel settore della difesa, nella maggiore integrazione industriale e nel sostegno a programmi congiunti di ricerca e sviluppo al fine di contribuire al rafforzamento della capacità di difesa europea e al consolidamento del pilastro europeo della NATO.
Per ulteriori approfondimenti relativamente alle spese per la difesa si rinvia alla relativo dossier sul Documento programmatico di finanza pubblica 2025 (si vedano in particolare i paragrafi “La programmazione delle spese per la difesa: strumenti europei e obiettivi NATO” e “Il rafforzamento della capacità di difesa comune”).(AGENPARL)