(AGENPARL) - Roma, 16 Marzo 2026 - “L’equilibrio tra accusa e difesa oggi appare distorto. Con la separazione delle carriere si compie finalmente l’ultimo passo di un percorso iniziato con la riforma del processo penale voluta da Giuliano Vassalli, che ha trasformato l’impianto originario del Codice Rocco, portando il sistema italiano da un modello inquisitorio a uno accusatorio. La separazione delle carriere rende coerente fino in fondo quella scelta. Il giudice sarà realmente distinto da chi rappresenta l’accusa, per formazione, per modalità di accesso e per funzione. Non si tratta soltanto di una questione simbolica o di rapporti personali. Il nodo è strutturale. Oggi pubblico ministero e giudice condividono la stessa identità professionale. Frequentano la stessa scuola di formazione, appartengono allo stesso ordine e crescono all’interno dello stesso sistema. È evidente che questo non significa che vi siano interferenze automatiche o comportamenti impropri, abbiamo fiducia nella magistratura e questo Governo, con questa riforma, vuole rafforzarla. Tuttavia, il dubbio che l’accusa possa esercitare, anche solo indirettamente, una forma di influenza su chi è chiamato a giudicare – un ex compagno di corso, un collega, talvolta qualcuno appartenente alla stessa corrente – è un sospetto che molti cittadini avvertono come possibile, anche perché le valutazioni di carriera avvengono all’interno del medesimo circuito.
Il referendum offre ai cittadini la possibilità di decidere se mantenere questo equilibrio oppure cambiarlo. Chi ritiene che la giustizia italiana funzioni bene così com’è può naturalmente scegliere di non votare per il ‘Sì’. Chi invece pensa che sia arrivato il momento di rafforzare la terzietà del giudice, rendere più chiara la distinzione dei ruoli e avvicinare il nostro sistema ai modelli diffusi nel resto d’Europa, ha oggi l’occasione di farlo votando convintamente e facendo votare ‘Sì'”.
È quanto dichiara Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Agricoltura a margine del convegno “Referendum giustizia” tenutosi nell’Aula Consiliare di Piedimonte Matese.