(AGENPARL) - Roma, 15 Marzo 2026 - L’idrogeno bianco, noto anche come idrogeno naturale, potrebbe rappresentare una svolta nel futuro dell’energia pulita. Secondo diversi scienziati e geologi, questo gas, formatosi miliardi di anni fa attraverso reazioni geologiche nella crosta terrestre, potrebbe offrire una fonte energetica più economica e sostenibile rispetto ai metodi attuali di produzione dell’idrogeno.
Negli ultimi anni, governi e industrie hanno promosso l’idrogeno come uno strumento chiave per decarbonizzare l’economia globale, in quanto può produrre il calore intenso necessario per settori difficili da elettrificare, come il trasporto marittimo e l’industria pesante, inclusa la siderurgia, senza generare le emissioni di gas serra tipiche di petrolio, gas e carbone.
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), la domanda globale di idrogeno potrebbe triplicare entro il 2050. Tuttavia, esiste un ostacolo significativo: attualmente la maggior parte dell’idrogeno viene prodotta utilizzando combustibili fossili, mentre meno dell’1% deriva da fonti rinnovabili tramite il costoso processo di elettrolisi, come riportato da un’analisi pubblicata dall’emittente tedesca DW.
Gli scienziati ritengono che l’idrogeno bianco possa rappresentare una terza via. Secondo il geologo Jurgen Grotsch, gran parte del mantello terrestre è composto da rocce ricche di ferro. Quando queste entrano in contatto con l’acqua a temperature comprese tra 200 e 350 gradi Celsius, il ferro sottrae ossigeno all’acqua, lasciando idrogeno puro.
Le stime dello United States Geological Survey (USGS) suggeriscono che nella crosta terrestre potrebbero essere intrappolate circa 5,6 trilioni di tonnellate di idrogeno naturale. Anche se gran parte di queste riserve si trova a profondità troppo elevate per essere sfruttate con le tecnologie attuali, uno studio del 2024 indica che estrarre appena il 2% di queste riserve potrebbe coprire la domanda globale di idrogeno per circa 200 anni.
L’idrogeno, essendo l’elemento più leggero, può risalire dal mantello terrestre attraverso fratture della crosta, accumulandosi talvolta in serbatoi sotterranei di roccia porosa, come l’arenaria, dove rimane intrappolato sotto strati di roccia più densa.
Attualmente decine di aziende in tutto il mondo stanno esplorando possibili giacimenti di idrogeno naturale. Tuttavia, solo un sito è già operativo: Bourakebougou, un villaggio dove il gas viene estratto e utilizzato localmente per generare elettricità.
Il pozzo produce circa 49 tonnellate di idrogeno all’anno, una quantità modesta rispetto ai pozzi di gas fossile che possono produrre centinaia o migliaia di tonnellate nello stesso periodo. Nonostante ciò, l’esperimento dimostra che lo sfruttamento dell’idrogeno naturale potrebbe diventare in futuro un’alternativa concreta alla produzione industriale di idrogeno.
