(AGENPARL) - Roma, 13 Febbraio 2026 - Nel suo ultimo saggio, Geopolitica dell’Infosfera. L’eterna disputa tra Stato e mercato/individuo nel Nuovo Ordine Mondiale Digitale, scritto con Fabio Vanorio, il Prof. Paolo Savona affronta uno dei nodi più complessi e urgenti del nostro tempo: l’impatto della Quarta Rivoluzione industriale sugli equilibri politici, economici e sociali globali.
La digitalizzazione delle informazioni, l’affermazione di tecnologie come blockchain e intelligenza artificiale, fino agli sviluppi quantistici, stanno dando vita a una nuova dimensione dell’esistenza collettiva: l’Infosfera. In questo spazio virtuale – sempre più intrecciato con la realtà materiale – si ridefiniscono i rapporti di forza tra Stati, mercati e individui, riemerge l’antica tensione tra libertà e autorità e si delineano i contorni di un Nuovo Ordine Mondiale Digitale ancora instabile e controverso.
Nel dialogo che segue, il Professore riflette sul rischio di una concentrazione del potere tecnologico, sulla necessità – e al tempo stesso difficoltà – di costruire un nuovo contratto sociale digitale e sulle prospettive geopolitiche di un mondo attraversato da rivalità strategiche e profonde differenze etico-culturali. Ne emerge un’analisi lucida e talvolta disincantata, che richiama cittadini e leader alle loro responsabilità di fronte a una trasformazione epocale.
- Domanda. Nel contesto della Quarta Rivoluzione industriale e della nascita dell’Infosfera, quale dovrebbe essere, a suo avviso, il nuovo equilibrio tra Stato, mercato e individuo per evitare che il potere tecnologico si concentri eccessivamente in poche mani, pubbliche o private?
SAVONA. Nel regime di socialdemocrazia, che ha caratterizzato l’Occidente dopo la Seconda Guerra mondiale, l’individuo trovò protezione nei metodi democratici, il mercato nella liberalizzazione degli scambi e lo Stato nello svolgimento di un ruolo equilibratore tra i poteri dei cittadini e delle imprese. Lo sviluppo tecnologico ha sempre rappresentato un fattore di squilibrio che le forze in campo hanno metabolizzato garantendo un ruolo ai Sindacati dei lavoratori, proteggendo gli investitori finanziari e reali, e contrastando i monopoli. In questa nuova fase di tecnologie informatiche innovative, si stabilisce una più forte confluenza tra le forze innovatrici e gli Stati, con un indebolimento della forza degli individui e delle loro democrazie. Ci troviamo nuovamente in una situazione simile a quella del Secolo XIX, dalla quale è più difficile uscire. Tutto dipende da quanto il popolo è deciso di pagare un costo per difendere la sua libertà, ma anche dalla volontà dei leader che credono di doverlo e volerlo fare.
- Domanda. Lei parla della necessità di un nuovo contratto sociale digitale: quali principi fondamentali dovrebbe contenere per garantire libertà individuali, sicurezza nazionale e stabilità internazionale in un mondo sempre più dominato da intelligenza artificiale, blockchain e sviluppi quantistici?
SAVONA. Mi riaggancio alla conclusione precedente, partendo dalla costatazione che una buona parte dell’attività economica e del potere dello Stato nazionale si colloca nell’infosfera. Esistono due approcci: il primo invoca la centralità degli esseri umani in tutti gli aspetti della convivenza sociale a livello territoriale, secondo il più classico schema filosofico etico-esortativo; il secondo invoca accordi e regole per cercare di ripristinare un equilibrio tra le tre grandi forze in gioco. Entrambi sono inattuabili allo stato attuale delle cose, il primo perché l’innovazione tecnologica non può essere bloccata, il secondo perché il popolo per primo chiede Governi forti per frenarla, ricorrendo, almeno finora, a uno strumento opposto a quello necessario per rafforzare libertà e democrazia. Poiché gli sviluppi dei computer e dell’Intelligenza Artificiale possono essere utilizzati a questo fine, l’aspetto esortativo dell’educazione va trasformato in propositivo spiegando al popolo come usarli per i propri scopi, essendo i principali consumatori dei loro prodotti. Per ora non avrei altri suggerimenti.
- Domanda. Alla luce delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti, Russia e Cina e delle differenze etico-culturali tra visione cristiano-occidentale e islamico-orientale, ritiene possibile costruire un Ordine Mondiale Digitale condiviso, oppure l’Infosfera rischia di frammentarsi in sfere di influenza tecnologiche contrapposte?
SAVONA. Le tensioni geopolitiche sono il risultato della situazione che ho brevemente descritto su ciò che sta accadendo a causa degli sviluppi tecnologici nell’informatica e telecomunicazioni, un fuoco che i leader politici alimentano tra il plauso di una porzione crescente della popolazione mondiale che ricerca un prestigio nazionale, anch’esso irraggiungibile al livello intangibile dell’infosfera. Il giorno in cui verrà invocata e poi pretesa la cooperazione internazionale, si potrà evitare la frammentazione del mondo in sfere di influenza tecnologica, che sono destinate a impoverirsi sotto la spinta delle rivendicazioni popolari in forma sempre più violenta. Sarà una soluzione traumatica, ma inevitabile.

