(AGENPARL) - Roma, 30 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Fri 30 January 2026 “Acqua, infrastrutture e governance”, una scelta di futuro. Convegno Cia,
Cgil, Legambiente
La scarsa disponibilità di acqua sta diventando una condizione reale che
influenza profondamente la qualità della vita, la sostenibilità stessa dei
territori. Investe tutti i sistemi produttivi, può provocare un
rallentamento della crescita, una contrazione degli investimenti, pressioni
inflazionistiche. Incide sul prezzo dei prodotti agricoli come delle
bollette delle famiglie, sui costi dell’energia, le produzioni
industriali. In questo quadro, la Basilicata rappresenta uno dei territori
più vulnerabili del Mezzogiorno. Lo stress idrico è prolungato, gli invasi
sono soggetti a forte variabilità, le reti presentano livelli di
dispersione elevatissimi e le infrastrutture risultano in larga parte
obsolete. La perdita d’ acqua supera il 60% del volume immesso in rete, con
punte ancora più alte nel capoluogo regionale. La capacità di accumulo
delle acque meteoriche resta molto bassa, rendendo il sistema fragile e
poco resiliente. E’ stato questo il punto di partenza del convegno
che Cia-Agricoltori, Cgil e Legambiente hanno promosso a Potenza sul tema
“Acqua, infrastrutture e governance. Strategie di adattamento climatico per
la Basilicata”.
Una strategia integrata per la Basilicata
La transizione richiede una visione sistemica fondata su cinque assi
strategici: 1.infrastrutture moderne e interconnesse – rifunzionalizzazione
degli invasi, ammodernamento delle reti, completamento delle opere
incompiute, interconnessione degli schemi idrici, manutenzione strutturale
delle infrastrutture; 2.efficienza e risparmio – riduzione delle perdite di
rete, recupero delle acque meteoriche, accumuli locali – gestione
programmata delle disponibilità idriche; 3.integrazione acqua–energia – uso
delle infrastrutture idriche come piattaforme multifunzionali:
micro-idroelettrico, fotovoltaico su invasi, autonomia energetica dei
consorzi e riduzione dei costi di gestione; 4.riuso delle acque reflue –
Sviluppo di sistemi di affinamento e riutilizzo sicuro delle acque depurate
per l’ agricoltura, riducendo la pressione sugli invasi; 5.manutenzione
continua – equità territoriale – cura dell’ acqua e del reticolo
idrografico, sicurezza delle dighe, pari accesso all’ acqua tra territori,
coesione sociale e riduzione dei divari.
*Il nodo della governance *
La gestione della risorsa idrica è oggi frammentata tra più soggetti e
livelli istituzionali. Questa frammentazione rallenta le decisioni,
favorisce interventi emergenziali e indebolisce la pianificazione
strategica. Serve una regia unica, un coordinamento stabile e una
governance capace di integrare pianificazione, dati, investimenti, gestione
operativa.
Proposte.
Azioni operative che vanno ad aggiungersi alle proposte organizzative e
gestionali:
– l’adozione di bilanci idrologici di area vasta da parte dell’AdB appenino
meridionale, quale strumento di pianificazione dell’intero distretto,
accompagnati da bilanci idrologici regionali;
– realizzare 20 interventi per una efficiente gestione della risorsa
idrica, al fine di uscire dalle emergenze aggravate dai cambiamenti
climatici e fornire certezze alle Comunità e al sistema economico e
produttivo della nostra Regione;
– aggiornamento del piano di indirizzo energetico regionale con
indicazioni degli obiettivi per idroelettrico;
– istituzione dell’osservatorio Regionale sull’acqua;
– costituzione della consulta permanente per la risorsa idrica con le
rappresentanze economiche, sindacali e sociali della nostra Regione;
Al convegno – moderato da Donato Distefano della direzione nazionale Cia –
sono intervenuti dirigenti Cia-Agricoltori (Giannino Lorusso, Stefano
Calderoni che è vice presidente nazionale Anbi), della Cgil (Fernando Mega
segretario regionale, Silvia Bubbico, segretaria Potenza, Luigi Giove,
segretario nazionale), di Legambiente (Valeria Tempone, Antonio Lanorte
Basilicata). Intervento di apertura Michele Greco – Professore Unibas – e
di Pasquale Pepe Assessore alle Infrastrutture Regione Basilicata; Giuseppe
Musacchio Presidente Consorzio di Bonifica Basilicata; Luigi Giuseppe
Decollanz Presidente Acque del Sud; Luigi Cerciello Renna Direttore
Acquedotto Lucano; Pasquale Coccaro ABD Distrettuale Appennino Meridionale.
Il dibattito.
Stefano Calderoni, vice presidente nazionale Anbi: “L’uragano Hurry è solo
l’ultimo segnale che i ritardi degli investimenti nel nostro Paese per il
territorio. E’ questa la vera sfida che abbiamo posto al Governo perché il
Piano messo in campo nello specifico delle risorse idriche (Pniissi),
insieme a risorse per 12 miliardi di euro, sono più di mezzo Pil. L’Anbi
ha dimostrato in tutti questi anni capacità di intervento e di spesa specie
per il Pnrr. Sono competenze da valorizzare”.
Giannino Lorusso (Cia Potenza): La manutenzione delle strutture esistenti,
l’implementazione di tecnologie innovative, l’adozione di efficaci
strategie di sostenibilità improntate all’economia circolare e al pareggio
energetico rappresentano le soluzioni per affrontare le diffuse emergenze e
i cambiamenti in corso. Si tratta di tematiche più ampie, che richiamano la
governance complessiva del territorio, la gestione sostenibile delle
risorse naturali a partire dall’acqua privilegiando il risparmio, il
riutilizzo, la protezione degli eco-sistemi, adottando bilanci idrologici
che devono tener conto di fenomeni meteo sempre più estremi, imprevedibili
e diversificati, attuando percorsi di adattamento e mitigazioni.
Ha sottolineato la segretaria Cgil Potenza, Silvia Bubbico: “I marcati
interventi relativi alle prescrizioni del servizio nazionale Dighe sulla
portata volumetrica degli invasi, il 70 per cento di dispersione idrica
nella città di Potenza, i mancati collaudi degli invasi e i lavori per
consentirli, la messa in sicurezza degli invasi, la manutenzione e le opere
di interconnessione della rete idrica. Queste sono per noi le priorità da
affrontare. È necessario sollecitare una pianificazione e una
programmazione della risorsa idrica nell’ottica dello sviluppo, del lavoro,
della sostenibilità ambientale e della transizione ecologica. Sappiamo che
molti progetti sono stati finanziati e molte risorse sono inutilizzate. Tra
Pniissi e Pnr abbiamo a disposizione 700 milioni di euro per gli interventi
infrastrutturali destinati alla tutela e alla gestione della risorsa
idrica, alla riduzione della dispersione, alla modernizzazione, alla
digitalizzazione e all’irrigazione sostenibile”.
Per il segretario Cgil nazionale Luigi Giove “la crisi idrica è una crisi
strutturale che risente dei cambiamenti climatici ma purtroppo risente
anche di una forte carenza infrastrutturale. La scarsità di manutenzione e
perdite idriche vanno affrontate facendo degli investimenti e pensando al
futuro. L’acqua è un bene essenziale non solo dal punto di vista dei
diritti di cittadinanza delle persone ma anche per lo sviluppo di questa
regione. È la premessa per lo sviluppo dell’agricoltura e dell’industria e
più in generale è la premessa per evitare l’ ulteriore spopolamento di
questa regione. Al Governo chiediamo di mettere a terra le risorse a
disposizione e un investimento sulla governance. Occorre semplificare i
processi, ridurre i soggetti che agiscono e interagiscono rispetto al tema
della risorsa idrica e cominciare a pensare al riutilizzo delle acque
reflue e a una programmazione sia dell’accumulo che del consumo delle
acque” .
“La Basilicata è tra le regioni italiane più esposte agli effetti del
cambiamento climatico e alle criticità strutturali nella gestione della
risorsa idrica” sottolineano i dirigenti di Legambiente che considerano il
convegno “un punto di partenza per costruire una strategia unitaria”.
Lanorte: “cambiare registro politico in Basilicata sull’acqua per non
soccombere su emergenza e calamità naturali”.
*Una scelta di futuro *
L’ acqua non è solo una risorsa naturale: è un fattore di sicurezza, di
sviluppo e giustizia territoriale. Per la Basilicata, costruire una
politica strutturale per l’ acqua significa uscire dalla logica dell’
emergenza, avviare una vera strategia di futuro, fondata su resilienza
climatica, sostenibilità economica e coesione sociale
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