(AGENPARL) - Roma, 26 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 26 January 2026 **Pam: chiusura ai Gigli, risorse e formazione per ricollocare i
lavoratori**
/Scritto da Camilla Marotti, lunedì 26 gennaio 2026 alle 17:42/
La forza lavoro licenziata da Pam Panorama ai Gigli, 36 persone in massima
parte donne tra i 50 e i 60 anni, è al centro dell’accordo sottoscritto al
tavolo regionale e approvato anche dall’assemblea dei dipendenti, che si
concentra sulla ricollocazione dei lavoratori.
Dopo il tavolo di venerdì scorso in presidenza con azienda e sindacati, il
consigliere per le crisi aziendali di Eugenio Giani, Valerio Fabiani, fa il
punto su misure di sostegno, incentivi, formazione. “Tocca prendere atto
della decisione irrevocabile da parte della società – spiega Fabiani -, ma
intendiamo mettere in campo tutti gli strumenti possibili per favorire la
ricollocazione delle persone sul mercato del lavoro. L’accordo che abbiamo
siglato, oltre ad utilizzare un ammortizzatore sociale che, in alternativa
ai cosiddetti licenziamenti forzosi, prevede incentivi da parte di Pam
Panorama per le persone che escono volontariamente dal rapporto di lavoro,
include anche una serie di misure finalizzate alla ricollocazione”.
Pam mette a disposizione le prime posizioni aperte su alcuni punti vendita
limitrofi, rispetto a cui si è impegnata ad attingere prioritariamente dal
bacino occupazionale in esubero dal negozio dei Gigli, e a replicare la
stessa operazione nei punti vendita territorialmente vicini in caso di
ulteriori posizioni disponibili.
C’è poi il capitolo ‘risorse’ che, su iniziativa della Regione,
comprende la cosiddetta dote pubblica, l’incentivo regionale messo a
disposizione per la ricollocazione: risorse che la Regione riconosce al
nuovo datore di lavoro, ovvero alle aziende che decideranno assumere
lavoratori ex Pam. Anche Pam, sempre su richiesta della Regione, mette a
disposizione una dote privata, che sarà riconosciuta al nuovo datore e che
andrà a sommarsi a quella regionale e all’incentivo nazionale, che
corrisponde al 20 per cento della Naspi non riscossa. Questo ‘monte
risorse’ andrà al nuovo datore di lavoro che deciderà di assumere
lavoratori in uscita da Pam.
Infine, la Regione nell’ambito poli attive e della strumentazione anche
innovativa nata dall’ esperienza ai tavoli di crisi, mette a disposizione
altri strumenti cominciando da quelli formativi, sempre nell’ottica di
qualificare le competenze laddove ve ne fosse bisogno per dare nuova
chances lavorative alle lavoratrici e ai lavoratori ex Pam.
“Avendo dovuto prendere atto della scelta dell’azienda, adesso dobbiamo
aiutare le lavoratrici che hanno ingiustamente subito la scelta di
licenziare assunta dall’azienda – aggiunge Fabiani – Vogliamo farlo
rivolgendo un appello a tutto il sistema delle imprese: alla loro
attenzione vogliamo portare non solo le risorse dell’accordo ma quelle di
cui queste donne sono portatrici, le loro competenze e il loro diritto a
difendere il lavoro”.
Fabiani era assistito dalle strutture di Arti.
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