(AGENPARL) - Roma, 22 Gennaio 2026(AGENPARL) – Thu 22 January 2026 La Giunta viene principalmente impegnata a “reiterare la richiesta
di un tavolo di confronto congiunto tra Ministero Infrastrutture e
Trasporti, Regioni Umbria e Lazio, comitati dei pendolari e
associazioni di categoria“
(Acs) Perugia, 22 gennaio 2026 – L’Assemblea legislativa
dell’Umbria, presieduta da Sarah Bistocchi, ha dato il via libera,
con 12 voti della maggioranza e 8 astenuti dell’opposizione a una
Proposta di risoluzione predisposta dalla presidente della Seconda
commissione, Letizia Michelini e condivisa da tutti i commissari della
maggioranza che impegna la Giunta regionale ad intervenire
urgentemente in merito alle criticità del servizio ferroviario
regionale e interregionale che si ripercuotono sui pendolari umbri.
Nello specifico, attraverso questo atto di indirizzo, la Giunta
regionale viene impegnata a “reiterare la richiesta di istituire un
tavolo di confronto congiunto tra Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti, Regioni Umbria e Lazio, comitati dei pendolari e
associazioni di categoria, per affrontare la questione dei
collegamenti ferroviari interregionali e chiedere la cessazione dei
disservizi sulla linea lenta; risollecitare Trenitalia per la consegna
dei nuovi convogli (ordinati nel 2018) entro tempi certi e a
rilanciare le proposte regionali precedentemente rigettate da RFI e
Trenitalia, aprendo un nuovo confronto sulla base di impegni concreti,
come l’integrazione tra la linea lenta e quella veloce (direttissima);
verificare il rispetto del Contratto di Servizio tra Regione Umbria e
Trenitalia, con particolare attenzione agli indicatori di puntualità,
soppressioni e qualità del servizio; garantire la massima trasparenza
e informazione all’utenza in tempo reale durante i disservizi,
migliorando la comunicazione da parte di Trenitalia e RFI e a rivedere
le procedure di rimborso e compensazioni con forme di indennizzo
automatico per gli abbonati, in attesa della risoluzione delle
problematiche strutturali”.
Nell’illustrazione del documento, sul quale la minoranza si era
astenuta presentando al contempo un suo atto in proposito (bocciato),
la presidente della Seconda commissione, Letizia Michelini /relatrice
di maggioranza) ha ripercorso alcune tappe dell’iter dell’atto in
Commissione, tra cui le audizioni di rappresentanti del comitato
‘Vita da Pendolari’ di Terni e dell’assessore regionale
Francesco De Rebotti.
“Nelle audizioni – ha detto in Aula Michelini – ci è stato
evidenziato il progressivo deterioramento della qualità del servizio
ferroviario negli ultimi anni a causa dell’aumento dei ritardi,
delle soppressioni dei treni regionali, della mancata applicazione dei
rimborsi e delle compensazioni in caso di disservizi sistematici,
nonché a causa della mancata consegna dei nuovi treni (200 km orari)
nei tempi stabili. Sono stati rimarcati i forti disagi subiti
quotidianamente dai pendolari umbri, in particolare sulla tratta
Roma-Terni, a causa di ritardi cronici, soppressioni di treni e
frequenti dirottamenti sulla linea lenta. I rappresentanti del
Comitato hanno chiesto il riconoscimento del loro ‘diritto alla
mobilità’, un servizio essenziale che attualmente non viene
garantito con standard adeguati di qualità e puntualità, nonché un
impegno da parte della politica affinché vengano fornite certezze in
merito agli impegni presi per migliorare il servizio ferroviario.
L’Assessore De Rebotti, nel sottolineare che quello attuale è un
momento di straordinario investimento Pnrr sulle reti ferroviarie, che
si concluderà nel 2026 con miglioramenti sul servizio, ha espresso
profonda insoddisfazione per l’approccio delle aziende RFI e
Trenitalia, che hanno di fatto respinto le proposte regionali volte ad
alleviare gli attuali disagi. Il servizio di trasporto pubblico
ferroviario rappresenta un pilastro fondamentale per la mobilità dei
cittadini, dei lavoratori e degli studenti umbri. La situazione
attuale compromette gravemente la qualità della vita dei pendolari,
con ripercussioni negative sugli orari di lavoro, sugli impegni
familiari e sul benessere generale. È necessario un intervento
congiunto da parte della Regione Umbria, del Governo nazionale e delle
Regioni limitrofe (in particolare il Lazio) per trovare soluzioni
strutturali e non solo tampone”.
Enrico Melasecche (Lega-relatore di minoranza): “Questa maggioranza,
invece di aprirsi al confronto serio e costruttivo, si chiude forse
per paura, incapacità o per i risultati che non arrivano, si chiude
anche su questo tema, sostanzialmente condiviso, di venire incontro
alle necessità dei pendolari che si trovano in una situazione
particolarmente complessa. La nostra mozione, presentata e bocciata in
Commissione non era in alternativa, era sostanzialmente per arrivare
ad un discorso condiviso. Nel nostro documento era riportata la reale
situazione di questo momento. Dire che la situazione è peggiorata
negli ultimi anni è un falso, perché negli incontri effettuati è
stato detto che la situazione è peggiorata nell’ultimo anno, cioè
nel 2025. Fossi nei panni stato l’assessore De Rebotti mi sarei
adirato nei confronti della mia maggioranza che mi dà dell’incapace
perché si chiede all’assessore di fare quello che da un anno non
riesce a fare. Oggi si dà l’idea di una Umbria in balia di una parte
del campo largo. La nostra Giunta ha parlato con tutti i governi, con
tutti i colori politici. Abbiamo parlato con la ministra De Micheli
per avere i primi 10 milioni e mezzo per la progettazione del nodo di
Perugia, noi tutelavamo sempre gli interessi di tutta la regione.
Abbiamo ragionato con il governo successivo, con il ministro
Giovannini con cui abbiamo firmato il patto per quella che sarebbe poi
diventata la stazione di Creti. Il 2026 è un momento storico per
l’Italia e per l’Umbria perché vanno a compimento tutte opere
PNRR per cui oggi mille cantieri in tutta Italia comportano purtroppo,
disagi. Ma non possono per questo soffrire i pendolari. Trenitalia
deve rimborsare ogni qualvolta le regole lo prevedano. Bene ha fatto
l’assessore a mettere una parte della stangata fiscale, che
pagheranno pochi umbri, per venire incontro a quella esigenza, ma non
basta, perché se il servizio non è tale che giustifichi il pagamento
di quanto previsto va rimesso in discussione il piano
economico-finanziario. È importante poi che l’assessore segua le
situazioni da vicino perché questa fase va terminando. Nel 2025 non
c’eravamo noi, ed i primi tre treni a 200 km/ora ci era stato
garantito che arrivavano quindi, assessore deve parlare con Anfisa,
con Art per ottenere quello che è giusto. Trenitalia, ogni qualvolta
fa delle variazioni, deve avvertire i passeggeri in tempo durante il
viaggio, quando non entrano in direttissima, ma nella linea lenta.
Sono intervenuto perché il decreto Art venisse rivisto perché andava
contro tutto quanto noi, la nostra precedente Giunta aveva ottenuto e
cioè 12 treni da 200 km/ora per entrare in direttissima. Noi,
nonostante siamo all’opposizione, difendiamo sempre l’Umbria a
differenza di quanto facevate voi quando eravate in minoranza, come
per impedirci di fare la gara e di modernizzare l’Umbria. Sulla
proposta di risoluzione della maggioranza annunciamo il nostro voto di
astensione, ma non perché la condividiamo totalmente, ma perché
tuteliamo gli interessi dei pendolari che mi auguro vengano difesi da
voi”.
Cristian Betti (capogruppo Pd): “A nome del Partito Democratico
ringrazio la presidente della Commissione Letizia Michelini per il
grande lavoro svolto insieme a tutti i commissari di maggioranza e
anche di minoranza. Ringrazio anche l’assessore De Rebotti per il
grande lavoro che sta svolgendo in prima linea tra i pendolari e con i
pendolari e anche con tutti i livelli coinvolti a partire ovviamente
dalle aziende che si occupano di flussi dei treni e ovviamente e con
gli enti competenti a partire ovviamente dal Ministero dei Trasporti
che non è un’entità che non ha responsabilità. Il Ministero è un
soggetto che su questa questione dovrebbe incidere di più. Fa bene
quindi l’assessore De Rebotti ad insistere chiedendo maggiore
collaborazione nell’interesse e nel diritto soprattutto dei pendolari
umbri di fruire di un servizio fondamentale. Il Ministero, in questo
settore, deve rappresentare un soggetto attivo e proattivo. Oggi
all’Assessore viene dato un mandato chiaro da parte dell’Assemblea
che lo rende più forte e può presentarsi con la forza della
ragione”.
Fabrizio Ricci (Avs): “Sono stato stimolato a intervenire dal
consigliere Melasecche che, se ho sentito bene in quanto ex assessore
regionale ai trasporti, ha detto che un sindacato in particolare ha
ridotto all’osso il sistema dei trasporti della nostra regione. Chi ha
avuto la delega per cinque anni ai trasporti sostanzialmente dà la
colpa ai lavoratori, quelli che guidano i nostri treni, quelli che
guidano gli autobus del fatto che i trasporti in Umbria non
funzionino. C’è chi esclude e divide e chi invece preferisce
ascoltare e partecipare Noi pensiamo che l’ascolto e il confronto
siano importantissimi e questo è quello che ha scelto l’assessore De
Rebotti come metodo. Si tratta della strada giusta e su quella
vogliamo proseguire e se questo è il ricatto che AVS ha imposto alla
maggioranza penso che sia un buon ricatto. Anche questa risoluzione è
frutto di un metodo, di un lavoro importante del quale ringrazio
anch’io la presidente Michelini. È un atto atteso, voluto, discusso
attraverso il confronto con i pendolari dell’Umbria”.
Laura Pernazza (FI): “La nostra mozione in Commissione è stata
bocciata con due votazioni separate. È ora quindi che la maggioranza
la faccia finita con la storia che volete unire, includere e poi non
aprite alcun dialogo per provare ad unificare i due documenti. Avete
voluto tenerci fuori dalla partita portando avanti soltanto la vostra
proposta. Se volete amministrare con la forza dei numeri fatelo pure,
ma risparmiateci i vostri richiami”.
Francesco De Rebotti (assessore regionale): “Cerchiamo per un attimo
di smettere i panni di consiglieri regionali e assessori e di mettersi
nei panni del pendolare umbro, in particolare quelli della zona da
Orvieto a Terni. Questi pendolari, non dal giorno dell’insediamento
della nostra Giunta, ma da qualche tempo soffrono di un problema, che
non dipende dai lavori in corso, dalle prospettive del trasporto
umbro, dagli investimenti sulla FCU, la realtà, quella su cui si
misurano quotidianamente i nostri pendolari, da qualche tempo è
quella che il loro viaggio quotidiano, in particolare verso Roma, è
un qualcosa di imprevedibile, nei tempi e nelle traiettorie. La
certezza degli arrivi e delle partenze in quella parte del territorio
da qualche tempo non esiste più. Non in virtù dei lavori, ma in
virtù di una cosa un po’ particolare che sta leggermente fuori dai
confini dell’Umbria e che parte da Orte e arriva fino a Roma e che
consiste nelle condizioni in cui oggi versa la direttissima Orte –
Roma. Significa che i nostri treni, in particolare quelli regionali
del contratto di servizio dell’Umbria, sono quotidianamente sottoposti
al rischio, che si concretizza molto spesso, di deviazione sulla linea
lenta, il che significa metterci mezz’ora in più per tornare a casa.
Ritardi, fermate, sovraffollamenti, cioè tutta una serie di fenomeni
che fino a qualche tempo fa non esistevano Quindi è progressivamente
peggiorata la vita dei pendolari. La realtà è che nel tempo si è
accumulato sempre di più una presenza dei treni a mercato, cioè
quelli dell’alta velocità che in quella traiettoria viaggiano insieme
ai treni regionali e agli intercity. Questo cumulo continuo di tracce
dei treni a mercato ha tolto spazio ai nostri treni, ma non solo,
anche ai treni cosiddetti ‘ministeriali’, cioè gli Intercity. Noi
dobbiamo affrontare questo non rivolgendoci solo a chi gestisce
tracce, treni, orari, RFI, Trenitalia, ma serve una sapiente regia del
Ministero dei trasporti che, di concerto con gli operatori e con le
regioni, anche la Toscana, elabori un nuovo progetto di trasporto
pubblico su ferro che torni in equilibrio rispetto alla grande
competizione, che perdiamo soprattutto sull’utilizzo della linea
direttissima. La mia impressione è che, malgrado gli sforzi, anche
nel cercare di recuperare tempo su questi treni a 200 km/ora, che come
sa bene è da parecchi anni che stiamo aspettando, quando arriveranno
questi treni non credo che riusciranno a recuperare quello che è
stato perso e a mantenere quello che oggi c’è. Quindi, per essere
rassicurati che il diritto al trasporto pubblico su ferro continua ad
essere tale, c’è bisogno in questa fase di fare una cosa semplice:
governare i processi. E questo lo fanno i Ministeri insieme alla
Regione e i soggetti operatori. Quando chiedo un tavolo, non è
modello sindacale, è un tavolo su cui porto anche questioni tecniche,