(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2026 - Il governatore della California Gavin Newsom ha espresso forte frustrazione martedì al World Economic Forum di Davos, criticando duramente i leader mondiali per non aver tenuto testa al presidente degli Stati Uniti Donald Trump nella controversia sulla Groenlandia e sulle minacce di dazi verso gli alleati europei.
Durante un colloquio con i giornalisti, Newsom ha dichiarato che molti leader europei si sono mostrati “complici” e troppo remissivi nei confronti delle pressioni di Trump, insinuando che stiano “cedendo” alle richieste statunitensi anziché opporsi con fermezza. “È ora di smetterla di essere complici… dovrebbero avere spina dorsale”, ha affermato il governatore, aggiungendo ironicamente di aver voluto portare “un sacco di ginocchiere” per i leader mondiali presenti a Davos.
Il commento di Newsom arriva mentre la tensione internazionale sui piani di Trump di imporre dazi del 10% a otto paesi europei — tra cui Francia, Germania e Danimarca — continua a dominare il dibattito globale. I dazi sono stati annunciati come misura di pressione dopo il rifiuto di diverse capitali europee di sostenere la proposta americana di acquisizione della Groenlandia, territorio autonomo danese di importanza strategica.
Nel corso delle sue dichiarazioni, Newsom ha attaccato apertamente Trump definendolo “come un T-Rex” nella diplomazia, sostenendo che gli alleati non dovrebbero “soccombere” alle sue tattiche aggressive. Secondo il governatore, la reazione di molti leader è stata “patetica” e “imbarazzante” per la comunità internazionale, e ha esortato l’Europa a resistere più fermamente alle pressioni statunitensi.
La controversia sulla Groenlandia e le minacce tariffarie hanno fatto emergere profonde divisioni tra gli alleati della NATO e tra i partecipanti al Forum di Davos, con numerosi leader europei che criticano apertamente l’approccio dell’amministrazione statunitense e chiedono una risposta coordinata alle provocazioni commerciali.
La partecipazione di Trump al WEF e le tensioni con i partner europei sottolineano un momento di notevole instabilità nelle relazioni transatlantiche, mentre il dibattito sul futuro della Groenlandia e sulle tariffe commerciali continua a guadagnare attenzione internazionale all’interno della conferenza svizzera.
