(AGENPARL) - Roma, 9 Maggio 2026 - "La storia di una cinquantenne tarantina costretta ad attendere tre anni per un intervento chirurgico urgente e obbligata a salvarsi pagando una clinica privata, rappresenta l'ennesima fotografia drammatica del collasso della sanità pugliese. Una vergogna inaccettabile. Tre anni durante i quali una donna ha convissuto con una patologia invalidante nell'angoscia e nell'abbandono totale da parte della sanità pubblica. E la chiamata dall'ospedale SS Annunziata del capoluogo jonico arriva soltanto qualche giorno fa, quando ormai la paziente si era già curata da sola, pagando di tasca propria. È questa la sanità che il governo regionale pugliese racconta come efficiente? È questa la "riduzione delle liste d'attesa" sbandierata nei comunicati e nelle conferenze stampa? La verità è sotto gli occhi di tutti: la sanità pugliese è al collasso. Il caso della paziente tarantina non è un episodio isolato, ma il simbolo di tantissimi pugliesi che ogni giorno rinunciano alle cure, si indebitano o emigrano per potersi curare in tempi dignitosi. Chi ha disponibilità economiche riesce a salvarsi rivolgendosi al privato. Chi non può permetterselo resta ostaggio di liste d'attesa infinite. È una discriminazione sociale intollerabile che calpesta il diritto costituzionale alla salute.
Dopo vent'anni di governo della sinistra in Puglia, il risultato è devastante: ospedali depotenziati, personale insufficiente, pronto soccorso al limite del collasso, cittadini abbandonati e un deficit sanitario mostruoso che si attesa sui 350 milioni di euro. E adesso arriva anche la beffa finale: saranno proprio i pugliesi a pagare il prezzo di questo fallimento attraverso l'aumento delle tasse regionali. Famiglie, lavoratori, pensionati e imprese dovranno mettere mano al portafoglio per coprire i buchi provocati da una gestione irresponsabile e fallimentare. Oltre al danno, la beffa. È inaccettabile che i cittadini paghino più tasse ricevendo in cambio meno servizi, meno assistenza e meno diritto alla cura. Il governo regionale dovrebbe chiedere scusa ai pugliesi invece di continuare a nascondersi dietro la propaganda. La dignità dei cittadini viene prima delle passerelle politiche e degli slogan elettorali. Come consigliere regionale continuerò a denunciare con forza questo sistema ormai allo sbando e a battermi affinché la sanità pugliese torni ad essere pubblica, efficiente e accessibile a tutti, non solo a chi può permettersi di pagare.
In merito alla vicenda della paziente tarantina ho depositato una interrogazione urgente all'assessore regionale alla sanità per chiedere di accertare eventuali responsabilità"./comunicato
