(AGENPARL) - Roma, 12 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 12 January 2026 [cid:85ed57ff-f4cc-4292-abf5-65c75ef4864c]
12 gennaio 2026
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Le storie nascoste tra antichi frammenti di pelle tatuata
L’analisi di antichi reperti conservati nella Collezione delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo” dell’Università di Bologna ha portato alla luce una prospettiva inedita sulla cultura materiale e simbolica del XIX secolo, tra motivi religiosi e temi di natura personale, amorosi ed erotici
Nella Collezione delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo” dell’Università di Bologna ci sono anche alcuni frammenti di pelle umana tatuata risalenti al XIX secolo. Da dove arrivano? Come sono stati fatti? E perché si trovano lì?
Collegando anatomia, chimica, conservazione dei beni culturali e antropologia, un gruppo interdisciplinare di studiosi ha analizzato questi insoliti reperti per cercare nuove risposte. L’impresa ha coinvolto ricercatori dell’Agenzia Spaziale Italiana, del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie e del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna, del Dipartimento di Studi letterari, filosofici e di Storia dell’arte dell’Università di Roma “Tor Vergata”, di Elettra Sincrotrone Trieste, del Central European Research Infrastructure Consortium (CERIC-ERIC), del Laboratorio Post-Scriptum e del Centro internazionale di Fisica teorica “Abdus Salam” (ICTP).
“I frammenti analizzati sono una testimonianza eccezionale del percorso di evoluzione del tatuaggio da pratica popolare e rituale a espressione artistica”, dice Stefano Ratti, professore al Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Università di Bologna e responsabile scientifico della Collezione delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo”. “Inoltre, grazie a questo lavoro abbiamo potuto definire per la prima volta protocolli di analisi, restauro e conservazione specifici per questi straordinari e fragili reperti”.
Risalenti al XIX secolo, i tatuaggi analizzati presentano infatti una varietà di soggetti che includono motivi religiosi, come gli ex-voto legati ai pellegrinaggi alla Santa Casa di Loreto, ma anche temi di natura personale, amorosi ed erotici: una prospettiva inedita sulla cultura materiale e simbolica dell’epoca.
In questo periodo, del resto, la storia millenaria del tatuaggio nasconde una fase oscura e poco nota, legata alle teorie diffuse da Cesare Lombroso. Secondo questa visione, oggi screditata, i tatuaggi erano infatti segnali di una innata degenerazione morale presente nei criminali. Si iniziarono quindi a conservare frammenti di pelle umana tatuata all’interno di collezioni museali dedicate alla criminologia, alla storia naturale e all’anatomia.
I reperti custoditi nella Collezione delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo” dell’Università di Bologna sono stati ritrovati alcuni anni fa in un deposito del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie, con poche informazioni sulla loro provenienza. Quando il MUDEC di Milano li ha chiesti in prestito in occasione della mostra “Tatuaggio. Storie dal Mediterraneo”, gli studiosi hanno approfittato dell’occasione per realizzare un’analisi dettagliata.
Lo studio si è concentrato in particolare su tre frammenti di pelle tatuata. Utilizzando tecniche spettroscopiche non distruttive, l’obiettivo era caratterizzare i pigmenti e i materiali impiegati, nonché il loro stato di conservazione, senza compromettere l’integrità dei manufatti.
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