(AGENPARL) - Roma, 21 Agosto 2026 - *La cartografia geomorfologica CARG – Foglio 303 Macerata: la risposta dei
geologi Unicam al rischio idrogeologico*
*Camerino, 21 agosto 2026* – La Sezione di Geologia dell'Università di
Camerino, tramite la Regione Marche, ha recentemente firmato con ISPRA-
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale una
convenzione per la redazione del Foglio geomorfologico CARG n.303 –
MACERATA.
I nubifragi delle ultime settimane che hanno colpito la regione Marche con
grandine, frane e mareggiate, hanno ricordato, semmai ce ne fosse bisogno,
quanto sia necessario gestire con attenzione un territorio così variegato,
fatto di ripidi pendii, fragili colline, ampie vallate solcate da fiumi
ormai a carattere torrentizio, falesie e spiagge con un clima che sta
continuamente modificandosi. Un paesaggio di grande bellezza, ma
periodicamente soggetto a frane, inondazioni ed erosioni costiere: gli
stessi processi che, nel tempo, lo hanno reso così spettacolare.
I dati riportati nel nuovo Rapporto ISPRA del 2025 ed i rilevamenti
geomorfologici svolti nel tempo dai Geologi dell'Università di Camerino,
delineano un quadro chiaro: la nostra regione presenta oltre 42.500 frane
con densità pari a 442 fenomeni ogni 100km, più del doppio rispetto alla
media nazionale. Nelle Marche circa 90.000 persone vivono e frequentano
edifici ubicati in aree a frana, quasi un edificio su dieci. A queste
criticità si aggiunge il fatto che l'11,5% del territorio regionale esposto
a rischio di inondazione.
Sommando questi numeri, si comprende facilmente come le aree realmente
esenti da rischi geologici, in cui vivere sicuri da catastrofi naturali,
non siano poi così estese. Se ad esse aggiungiamo anche le aree
caratterizzate da alta e media pericolosità sismica (praticamente quasi
tutta la Regione Marche), fortemente condizionata dall'assetto
geologico-strutturale e geomorfologico, le aree destinate ad essere
considerate sicure, risultano rare.
Proprio da questa particolare conformazione territoriale nasce la necessità
di implementare la cartografia geomorfologica regionale, unico strumento
capace di indicare e perimetrare con precisione le aree a pericolosità
idrogeologica e fornire informazioni fondamentali anche per la prevenzione
sismica.
Il nuovo incarico affidato ai Geologi Unicam segue quello già concluso del
"Foglio geomorfologico n. 296 – Tolentino", con l'auspicio che questa
collaborazione possa proseguire nel tempo, rafforzando un rapporto virtuoso
orientato alla riduzione dei rischi a vantaggio di tutta la comunità.
"Ogni evento naturale diviene emergenza se non viene fatta prevenzione –
afferma il prof. Piero Farabollini, docente della Sezione di Geologia
Unicam e coordinatore del Foglio Macerata – e la prevenzione passa
attraverso un dettagliato rilevamento geomorfologico che permette di
cogliere l'evoluzione morfodinamica dei versanti e del territorio.
Conoscere il territorio significa anticiparne le fragilità, prima che si
trasformino in emergenze. Questo approccio risulta ancora più necessario
alla luce della nuova Legge Regionale, che attribuisce ai Comuni l'onere di
integrare tali studi nei propri strumenti di pianificazione territoriale".
"Il dissesto idrogeologico nelle Marche non è dunque un fenomeno episodico
– ribadisce il prof. Marco Materazzi, docente della Sezione di Geologia
Unicam e direttore di rilevamento del Foglio – ma una condizione
strutturale che richiede continuità di interventi, risorse e competenze,
basate sulla conoscenza del territorio. La sfida è dunque quella di
trasformare l'emergenza in prevenzione e la prevenzione in cultura del
territorio".
Il Foglio 303 Macerata comprende un territorio interessato dalla recente
crisi sismica del 2016 dove sono presenti un capoluogo di Provincia e
Comuni di grande rilievo per le aree pedemontane, con diverse arterie
infrastrutturali molto importanti (strade vallive del Potenza e del Chienti
e ferrovia). Ulteriori infrastrutture sono costituite da
elettrodotti/gasdotti, acquedotti, reti di telecomunicazione e altre vie di
comunicazione che raggiungono i numerosi centri abitati, di notevole pregio
storico-architettonico. Il Foglio pertanto consentirà di rappresentare le
caratteristiche morfogenetiche e morfodinamiche, permettendo la verifica
delle situazioni di criticità geo-ambientale (frane, erosione del suolo,
acque correnti superficiali, ecc.) che potrebbero subire aggravamenti alla
luce degli attuali cambiamenti climatici, ed alla sempre maggiore
antropizzazione del territorio, diventando di fatto un importante documento
di pianificazione territoriale.
La cartografia geomorfologica non è dunque soltanto uno strumento
scientifico, ma un investimento concreto nella sicurezza, nella
pianificazione e nel futuro delle comunità. Perché i rischi naturali non si
possono eliminare, ma possono essere compresi, prevenuti e gestiti: e la
conoscenza geomorfologica è il primo passo per costruire un territorio più
consapevole e resiliente.
Area Comunicazione e Public