(AGENPARL) - Roma, 5 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 05 January 2026 DL TRANSIZIONE 5.0, TURCO (M5S): GOVERNO AMMETTE DI AVER FATTO DA GIOCATORE NEL RISIKO BANCHE
NOTA STAMPA
*DL TRANSIZIONE 5.0, TURCO (M5S): GOVERNO AMMETTE DI AVER FATTO DA GIOCATORE NEL RISIKO BANCHE*
Roma, 5 gennaio. “Nei prossimi giorni in Commissione al Senato verrà al pettine il nodo della partecipazione attiva del Governo nel recente risiko bancario, in cui Palazzo Chigi e Ministero dell’economia hanno svolto in modo piuttosto clamoroso il ruolo di giocatori, favorendo alcune banche e cordate finanziarie. Alla fine dell’anno scorso, di soppiatto e con il favore delle tenebre, l’Esecutivo Meloni ha depositato al Dl Transizione 5.0 un emendamento sul golden power per mettere una pezza alla forzatura della normativa in occasione del blocco, da parte del Governo stesso, dell’offerta di Unicredit su Bpm. Forzatura che, giova ricordare, ha fatto scattare una procedura di infrazione Ue, che ora Meloni e Governo cercano disperatamente di scongiurare. Nell’emendamento il Governo scrive che i poteri speciali di veto non possono essere attivati sino a quando su determinate operazioni non si sono concluse le procedure europee in tema di vigilanza prudenziale, in capo alla Bce, e di antitrust, in capo alla Commissione. Di fatto è l’ammissione che nel caso UniCredit-Bpm l’Esecutivo ha forzato la normativa sul golden power, dandone un’applicazione a dir poco selettiva, per non dire politica. È del resto noto che il Governo voleva a tutti i costi ostacolare l’operazione in questione per mantenere Bpm a disposizione dei propri desiderata: prima la fusione con Mps, poi il contributo di Bpm alla stessa Mps nell’offerta su Mediobanca. Quest’ultima è stata poi l’operazione andata in porto, con le cordate Caltagirone e Del Vecchio che di fatto, con la complicità del Governo, si sono impadronite della filiera Mps-Mediobanca-Generali. Su alcuni di questi passaggi è ancora in corso l’inchiesta della procura di Milano. Ma l’emendamento presentato di soppiatto dal Governo al Dl Transizione 5.0, nato per motivi completamente diversi, la dice lunga sull’opacità dell’operato dell’Esecutivo. L’emendamento scrive peraltro che comunque il Governo, dopo l’esito delle procedure europee e in caso di rischi residuali non coperti dalle normative comunitarie, si riserva l’applicazione di un potere di veto molto vasto anche nelle operazioni di natura finanziaria. Una dicitura talmente ambigua che rischia di farci passare dalla padella alla brace. Presenteremo subemendamenti per correggere il passaggio in questione scongiurando ulteriore discrezionalità, definendo il concetto di sicurezza economica e finanziaria e migliorando la trasparenza e il monitoraggio, con un minimo d’informazione al Parlamento”. Lo comunica in una nota il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e componente della Commissione d’inchiesta sulle banche.
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Ufficio Stampa Parlamento
Movimento 5 Stelle
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