(AGENPARL) - Roma, 12 Dicembre 2025(AGENPARL) – Fri 12 December 2025 **Allo Studio Savioli la mostra “Vittorio Giorgini. Architetture di
alabastro” **
/Scritto da Lorenza Berengo, venerdì 12 dicembre 2025 alle 17:31/
Nel 2026 ricorre il centenario della nascita dell’architetto Vittorio
Giorgini (Firenze, 1926-2010), figura di straordinaria originalità nel
panorama dell’architettura organica italiana e internazionale. Pioniere
nella sperimentazione di forme architettoniche ispirate ai principi della
natura e della biologia, Giorgini ha realizzato opere iconiche come la Casa
Esagono (1957-‘59) e la Casa Saldarini (1962-‘65) a Baratti (LI), che
anticipano riflessioni contemporanee su sostenibilità, ambiente e
morfogenesi naturale.
Per promuovere l’importante ricorrenza questo pomeriggio, negli spazi dello
Studio Savioli a Galluzzo, è stata inaugurata la mostra “Vittorio
Giorgini. Architetture di alabastro”. L’iniziativa, promossa
dall’Associazione B.A.Co. Archivio Vittorio Giorgini, in collaborazione con
il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, è sostenuta dalla
Regione Toscana, assessorato alla Cultura e vede il patrocinio del Comune
di Piombino e della Fondazione/Ordine degli Architetti di Firenze.
«È con particolare soddisfazione – afferma l’assessora regionale alla
cultura Cristina Manetti – che la Regione Toscana accoglie negli spazi
dello Studio Savioli questa mostra dedicata a Vittorio Giorgini, una delle
figure più eccentriche, visionarie e coraggiose dell’architettura italiana
del Novecento. Portare il suo lavoro in un luogo così emblematico non è
soltanto una scelta espositiva: è un gesto culturale forte, un incontro
tra due maestri che, pur seguendo strade diverse, hanno saputo sondare
senza paura i confini della forma e dell’abitare. Lo Studio Savioli diventa
così il teatro naturale per far risuonare ancora una volta la radicalità
di Giorgini, mettendola in dialogo con quella stagione irripetibile
dell’architettura toscana che continua a parlare al presente.»
Gli spazi architettonici dello Studio Savioli consentono di riannodare i
fili tra Vittorio Giorgini e Leonardo Savioli, dove il primo ha fatto da
assistente al secondo alla Facoltà di Architettura di Firenze, tra il 1958
e il 1967. Un rapporto intenso, quello tra le due personalità fiorentine,
con una stima reciproca che partorì anche collaborazioni a livello
professionale (pensiamo al progetto per il quartiere di Sorgane). «Nello
spazio organizzato dal fluire ininterrotto degli ambienti, rigorosamente
stereometrici – spiega Marco Del Francia, presidente dell’associazione
B.A.Co. – si inseriscono le ‘diafane’ e organiche opere di Giorgini,
frutto di inediti disegni ideati negli anni Settanta e tradotti
tridimensionalmente in pietra di alabastro dagli artisti Alessandro
Marzetti e David Dainelli».
Strettamente legata a Giorgini e Savioli e trait d’union tra le due
personalità di quel contesto di riferimento, fu sicuramente Lara Vinca
Masini. «L’archivio di Lara – chiude Stefano Pezzato, curatore del Centro
per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato – da noi custodito, assieme
all’opera grafica di Savioli, presenta anche opere inedite di Giorgini.
Cercheremo di evidenziare queste relazioni durante il finissage della
mostra, facendo “parlare” e mettendo in relazione i relativi archivi».
L’iniziativa intende riattivare lo Studio Savioli, rivelandone le sue
potenzialità, non solo nell’ottica di valorizzarlo come importante opera
di architettura, ma rigenerarla come spazio ibrido creativo, capace di
innestare una attrattività culturale per le comunità locali e non solo.
La mostra sarà aperta nei week end dal venerdì alla domenica fino al 4
gennaio, dalle ore 15.30 alle 17.30, ingresso gratuito. Per info: