Care lettrici, cari lettori,
(AGENPARL) - Roma, 9 Settembre 2025 - mercoledì prossimo si terrà uno degli appuntamenti più importanti del calendario politico europeo: il Discorso sullo Stato dell’Unione della Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Un momento cruciale, un’occasione per fare il punto e, soprattutto, per tracciare la rotta che l’Europa deve seguire in un mondo sempre più incerto.
Il Discorso sullo Stato dell’Unione che la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si appresta a pronunciare, è più di un semplice appuntamento istituzionale. È un momento di riflessione, ma soprattutto di azione. In un’epoca segnata da sfide senza precedenti, dalle guerre ibride ai rincari energetici, l’Europa è chiamata a definire il proprio ruolo nel mondo. La nostra analisi, basata su una profonda conoscenza delle dinamiche europee, non è una semplice anticipazione, ma una lucida visione di ciò che crediamo sia necessario dire per rimettere l’Unione sui binari giusti.
Non possiamo più permetterci di essere spettatori passivi di eventi che mettono a rischio la nostra sicurezza e prosperità. La guerra in Ucraina ha squarciato il velo sulle nostre vulnerabilità. Per questo, la difesa deve diventare un pilastro portante della nostra politica. La nostra previsione è che von der Leyen solleciti non solo un aumento della spesa militare, ma una sua razionalizzazione. Il piano “ReArm Europe” e il “Defence Readiness Omnibus“ rappresentano per noi la chiave di volta per semplificare i processi burocratici e favorire una produzione militare coordinata e “Made in Europe”. È l’unico modo per garantire che l’Europa sia in grado di difendersi, di proiettare stabilità e di agire come un attore geopolitico credibile.
Allo stesso modo, la nostra economia non può più essere un mosaico frammentato. Il rapporto di Mario Draghi è una bussola che non va ignorata. La burocrazia eccessiva, le barriere agli investimenti e la mancanza di un mercato unico dei capitali sono freni che ci impediscono di competere a livello globale. È essenziale lanciare una riserva di liquidità di 409 miliardi di euro per sostenere la ripresa industriale e, al contempo, semplificare la normativa con un Pacchetto Omnibus che renda più agile il sistema. L’apertura a nuovi accordi commerciali con i Stati Uniti, il Mercosur e il Messico non è solo una mossa economica, ma una strategia per diversificare i nostri mercati e rafforzare le alleanze in un contesto di crescente protezionismo.
La credibilità dell’Unione si misura anche dalla sua capacità di rispondere alle preoccupazioni quotidiane dei cittadini. Il tema della migrazione, per troppo tempo strumentalizzato dai populismi, richiede un approccio pragmatico e umano. Von der Leyen, a nostro avviso, dovrebbe proporre un sistema che, pur accogliendo chi fugge da guerre e persecuzioni, sia in grado di gestire i flussi migratori con fermezza. La creazione di centri di accoglienza fuori dall’Unione e regole chiare sui rimpatri sono soluzioni che possono contribuire a disinnescare la narrazione della “fortezza senza regole” e ristabilire la fiducia nelle istituzioni.
Altrettanto urgente è il costo della vita. L’Europa non può ignorare le difficoltà che milioni di famiglie affrontano per pagare affitti e bollette. Un ambizioso Piano europeo per l’edilizia popolare con l’obiettivo di eliminare i senzatetto entro il 2030 sarebbe un segnale forte e tangibile dell’impegno della Commissione. Parallelamente, l’investimento in reti energetiche e la diversificazione delle fonti, come previsto dalla roadmap REPowerEU, sono passi concreti per ridurre la dipendenza e alleggerire la pressione sui bilanci familiari.
Con il Piano d’Azione per l’Automotive, abbiamo stabilito una direzione chiara: potenziare la produzione di batterie in Europa e far sì che le nostre aziende diventino leader nella guida autonoma. Allo stesso tempo, stiamo facendo progressi significativi per raggiungere i nostri obiettivi climatici, offrendo alle aziende la flessibilità di cui hanno bisogno per restare competitive.
L’intelligenza artificiale è la prossima grande rivoluzione, e l’Europa ha l’opportunità di guidarla. La nostra visione è che la Commissione debba promuovere una regolamentazione “intelligente” che non soffochi l’innovazione, ma che al contempo garantisca che l’IA sia sviluppata in modo etico e sicuro. Non possiamo permettere che la tecnologia diventi una forza destabilizzante.
Infine, non dobbiamo mai dimenticare le nostre radici. L’agricoltura è il cuore pulsante dell’Europa rurale e la salvaguardia dei pagamenti diretti agli agricoltori, come previsto nel nostro bilancio ideale, è essenziale per garantire la stabilità e la prosperità delle comunità locali.
Ricordate, questo non è il vero discorso sullo Stato dell’Unione, ma la nostra versione. Come recita il testo di tutti i discorsi inviati ai giornalisti in anticipo, “si prega di verificare la versione orale”…
