(AGENPARL) - Roma, 5 Maggio 2025 - Banja Luka – Il presidente della Republika Srpska, Milorad Dodik, ha rilasciato un’intervista al quotidiano tedesco Berliner Zeitung, nella quale ha espresso forti critiche all’Unione Europea e al ruolo che Bruxelles e l’Alto Rappresentante stanno svolgendo in Bosnia-Erzegovina. Secondo Dodik, l’Europa è caduta in un’ipocrisia sistemica, rinnegando i concetti di identità nazionale e popolare in nome di valori generici, e tenta di imporre esperimenti politici a un Paese che non è pronto a sostenerli.
“Credo ancora nell’Europa, ma molti europei non ci credono più. L’Europa oggi si sta mentendo da sola quando sostiene che i popoli e le nazioni sono superati e che esistono solo i valori. Questo è affar loro, non il mio”, ha dichiarato Dodik.
“Bruxelles ha distrutto Dayton”
Il presidente serbo-bosniaco ha puntato il dito contro l’amministrazione dell’UE a Bruxelles, accusandola di essere il maggiore responsabile della violazione degli Accordi di Dayton, fondamento costituzionale della Bosnia-Erzegovina post-bellica.
“Bruxelles ha trasformato l’integrazione europea della Bosnia-Erzegovina in un ricatto continuo. L’UE ci impone condizioni che cancellano l’autonomia prevista da Dayton. Noi vogliamo l’adesione all’Unione, ma solo nel rispetto di quegli accordi”, ha affermato.
“Nessuna adesione alla NATO: ci hanno bombardato”
Dodik ha anche ribadito la posizione della Republika Srpska sulla NATO, escludendo categoricamente qualsiasi ipotesi di adesione. Le motivazioni sono storiche e identitarie:
“La NATO ha bombardato la Serbia, e noi consideriamo la Serbia la nostra patria. Che sia o no politicamente corretto, è la verità. La Republika Srpska ha deciso di non aderire.”
“L’Europa si fida solo dei musulmani”
Il leader serbo-bosniaco ha accusato l’UE di appoggiarsi esclusivamente alla componente musulmana bosniaca per impostare le riforme nel Paese, ignorando sistematicamente le esigenze delle altre due entità costitutive: serbi e croati.
“Prima Bruxelles chiede ai musulmani cosa bisogna cambiare, poi ci presenta quelle richieste come se fossero neutre. Ma la verità è che i musulmani pensano che la Bosnia appartenga solo a loro, e che noi serbi dovremmo semplicemente andare in Serbia.”
“Un protettorato indefinito governato da persone senza autorità”
Secondo Dodik, la Bosnia-Erzegovina è un protettorato anomalo e disfunzionale, dove le leggi vengono imposte da soggetti senza alcuna legittimazione popolare o istituzionale, in una dinamica che richiama il colonialismo del passato.
“Chi ci governa? Persone che non sono state elette da nessuno, che ci impongono leggi come se fossimo una colonia. È qualcosa che il resto del mondo ha superato, ma che in Bosnia-Erzegovina continua a esistere.”
“Islamizzazione silenziosa e discriminazione verso i serbi”
Dodik ha infine parlato della deriva islamista della Bosnia-Erzegovina, criticando l’eredità politica di Alija Izetbegović, che secondo lui ha trasformato il Paese in un ‘condominio islamico’, pur essendo a maggioranza cristiana.
“Come possiamo credere in uno Stato che ha fatto solo gli interessi dei musulmani? Dove sono finiti i 160.000 serbi che un tempo vivevano a Sarajevo? Ora sono solo 4.000. La Bosnia non può esistere se una parte pensa di governare le altre.”
“Non temo l’arresto: il mio Paese è la Republika Srpska”
Alla domanda sul mandato d’arresto pendente in Germania, Dodik ha risposto con fermezza, negando qualsiasi legittimità alla giustizia bosniaca o internazionale.
“Non è il mio Paese ad avermi condannato. Il mio Paese è la Republika Srpska. La Bosnia-Erzegovina è profondamente ingiusta verso i serbi. Questo processo è un tentativo di eliminarmi come figura politica, ma io qui mi sento sicuro.”
