(AGENPARL) - Roma, 19 Luglio 2026 - BACCINI CORRE AI RIPARI MA L'ONTA RESTA. LA DESTRA HA PAURA DELLA PAROLA
ANTIFASCISMO"
nel Consiglio comunale di Fiumicino svela la vera natura della destra
locale: una maggioranza che teme profondamente la figura di Matteotti
proprio per il suo indiscutibile carattere antifascista. Il successivo e
affannoso tentativo del sindaco Baccini di correre ai ripari – prospettando
ora una giornata istituzionale o uno spazio alternativo – è solo una
manovra tardiva che non cancella il dato politico: l'onta di aver respinto
quella mozione in Aula rimane intatta".
Lo dichiarano in una nota congiunta Giovanni Barbera, segretario romano di
Rifondazione Comunista, e Rita Scapinelli, responsabile nazionale
Antifascismo del partito.
"Arrampicarsi sugli specchi dopo aver sollevato un polverone nel territorio
dimostra la palese difficoltà di una destra schiacciata dalle proprie
contraddizioni – incalzano Barbera e Scapinelli –. Il dato è scolpito negli
atti del Consiglio: la maggioranza ha espresso voto contrario a una
proposta legittima e doverosa, bollandola come 'divisiva'. Ma Matteotti è
divisivo solo per chi fatica ancora oggi a riconoscersi nei valori fondanti
della Repubblica. Che oggi il sindaco provi a fare il pompiere, offrendo un
ripiego dell'ultimo minuto per disinnescare il dissenso locale, rappresenta
una contraddizione insanabile".
"La verità è che l'amministrazione di Fiumicino ha compiuto una scelta di
forte chiusura verso una figura che ha pagato con la vita la sua
opposizione al regime fascista. Un rigore e dei distinguo ideologici che
questa stessa maggioranza non ha stranamente applicato quando si è trattato
di intitolare uno spazio a Sergio Ramelli, militante dell'estrema destra
ucciso a Milano negli anni '70. La memoria di Giacomo Matteotti appartiene
alla coscienza civile e democratica del Paese e non può essere oggetto di
mediazioni al ribasso per coprire l'imbarazzo della giunta che
evidentemente ha paura dell'Antifascismo. Il voto di Fiumicino resta un
fatto gravissimo che nessuna promessa riparatoria potrà cancellare. Come
Rifondazione Comunista non arretreremo di un millimetro: la vigilanza
democratica e la mobilitazione sul territorio contro ogni rigurgito
nostalgico continuano", concludono i due esponenti politici.
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