
(AGENPARL) – Thu 03 April 2025 Firenze, 3 aprile 2025
*Comunicato stampa*
*La dieta occidentale causa infiammazione,*
*il cibo tradizionale africano protegge dalle malattie*
*L’Università di Firenze in una ricerca internazionale pubblicata su Nature
Medicine*
Lasciare una dieta tradizionale africana e adottare una dieta alimentare
tipica del mondo occidentale globalizzato causa infiammazione e riduce la
risposta immunitaria agli agenti patogeni. Il percorso inverso, cioè,
adottare una dieta africana ricca di verdure, fibre e cibi fermentati
comporta effetti positivi.
È il risultato dello studio internazionale – pubblicato su *Nature Medicine*
, con la partecipazione
dell’*Università di Firenze *e *dell’Azienda ospedaliero-universitaria
Meyer* di Firenze – che evidenzia l’impatto di diversi tipi di dieta
alimentare sul sistema immunitario e sul metabolismo (“Immune and metabolic
effects of African heritage diets versus Western diets in men: a randomized
controlled trial” DOI: 10.138/s41591-025-03602-0).
Alla ricerca, coordinata dall’Università di Njimegen (Paesi Bassi) e dal
Kilimanjaro Christian Medical University College (Tanzania) hanno
partecipato 77 uomini in buona salute, residenti in Tanzania, sia in città
che in zone rurali: per un periodo di due settimane alcuni partecipanti che
seguivano una *tradizionale dieta africana* (che include molte verdure,
frutta, fagioli, cereali integrali e cibi fermentati) sono passati a una *dieta
occidentale*, mentre altri che nei centri urbani mangiavano una dieta
occidentale hanno adottato per lo stesso periodo una dieta africana
tradizionale. Un terzo gruppo ha consumato ogni giorno una bevanda di
banana fermentata (contenente lieviti e lattobacilli) e dieci partecipanti,
come gruppo di controllo, hanno mantenuto la loro dieta abituale.
I ricercatori hanno analizzato in modo completo la funzione del sistema
immunitario, i marcatori di infiammazione del sangue e i processi
metabolici all’inizio della sperimentazione, dopo due settimane e, di
nuovo, dopo quattro settimane. I partecipanti che sono passati a una dieta
occidentale hanno mostrato un aumento delle proteine infiammatorie nel
sangue, un’attivazione di processi associati alle patologie legate allo
stile di vita (come le malattie cardiovascolari e il diabete) insieme a una
risposta immunitaria meno efficace ai patogeni. Viceversa, coloro che sono
passati a una dieta africana tradizionale o hanno consumato la bevanda
fermentata hanno mostrato una riduzione dei marcatori infiammatori. Alcuni
di questi effetti sono persistiti anche quattro settimane dopo, il che
indica che i cambiamenti dietetici a breve termine possono avere effetti
duraturi.
*“La ricerca* – spiegano i ricercatori *Duccio Cavalieri* (Università di
Firenze – Dipartimento di Biologia) e *Paolo Lionetti* (Università di
Firenze – Dipartimento Neurofarba e AOU Meyer – Soc Gastroenterologa e
Nutrizione AOU Meyer IRCCS) – *nasce da una nostra idea sviluppata
nell’ambito del progetto Transmic. Finanziato all’interno del programma
HDHL-INTIMIC è un progetto ERA-NET Cofund finanziato da Horizon 2020, a
supporto dell’iniziativa di programmazione congiunta “Healthy Diet for a
Healthy Life” (JPI HDHL) e mira a stabilire la relazione causale tra
alimentazione, microbiota intestinale e salute dell’uomo utilizzando
popolazioni africane esposte a diete tradizionali o globalizzate come
modello”.*
*“La sperimentazione* – concludono i ricercatori -, *alla quale abbiamo
contribuito anche con l’analisi e interpretazione dei dati e degli aspetti
nutrizionali, segnala i potenziali rischi per la salute associati
all’abbandono delle diete tradizionali, sempre più frequente in Africa, ma
mostra anche quanto possa essere dannosa per noi occidentali una dieta
composta perlopiù da cibi lavorati e ipercalorici”.*
Ufficio stampa
Unità funzionale comunicazione esterna
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE