
(AGENPARL) – Tue 25 March 2025 Filiere e competitività sotto i riflettori ad “Agricoltura è”. De Carlo (FdI): “Continuare a lavorare sulla qualità, in attesa che le parole dell’Europa diventino fatti concreti”
Sviluppo delle filiere e competitività sotto i riflettori questo pomeriggio al villaggio di “Agricoltura è”, organizzato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste in Piazza della Repubblica a Roma.
Sul palco – che ha visto la presenza del Ministro Francesco Lollobrigida – anche il senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, presidente della IX Commissione Senato – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare: “Finalmente la teoria dell’Europa è condivisibile: è innegabile che fino a un paio d’anni fa la politica agricola europea andasse contro gli interessi degli agricoltori in nome di una transizione più ideologica che ecologica (e in questa svolta il ruolo, il peso, la forza e la visione del Governo Meloni sono stati decisivi), ma è altrettanto innegabile che dopo le parole di questa mattina pronunciate qui dal Commissario europeo all’Agricoltura e l’Alimentazione Christophe Hansen non possiamo che confermare la ricetta “fiducia e vigile attesa”. Bene l’abbandono dell’ideologia e una politica più diretta sulla produzione e sul lavoro, ma alle parole devono seguire i fatti”.
Cruciale, per De Carlo, è la questione qualità: “Sia Von Der Leyen che Hansen hanno richiamato in forma forte e chiara la sovranità alimentare: cosa vuol dire? Vuol dire produrre cibo di qualità, e per gli italiani vuol dire semplicemente proseguire sulla strada che stanno percorrendo da anni: siamo la Nazione più copiata nel mondo e siamo riconosciuti ovunque come terra di eccellenze. Ci siamo riusciti grazie agli operatori che hanno “tirato la carretta” nonostante governi nazionali ed europei non proprio amici; raddrizzare la barca non è stato, non è e non sarà facile, perché paghiamo decenni di politiche agricole sbagliate, e chi lavora nei campi sa benissimo che se semini oggi non puoi pretendere di raccogliere domani, e che ci vogliono tempi lunghi per poter vedere i frutti del tuo lavoro. Chi giudica senza sapere, criticando il fatto che un terzo del bilancio europeo sia destinato all’agricoltura, non sa che l’85% di quelle risorse non è stato destinato negli anni al “produrre di più e meglio”, ma piuttosto al relegare gli agricoltori a giardinieri”.
Infine, una riflessione sulla cooperazione, “un sistema fondamentale soprattutto per le aree interne: io vengo dal Bellunese, e senza una realtà lattiero-casearia come Lattebusche oggi i miei territori sarebbero desertificati sotto il profilo agricolo. Ce l’hanno fatta perché hanno guardato al futuro: non solo al mercato interno, ma alle DOP, alle prospettive di mercato e all’export. Noi abbiamo rimesso l’agricoltura al centro del villaggio, e il MASAF ha addirittura messo il suo villaggio al centro della Capitale; ora speriamo che arrivi anche al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica finalmente come un mondo straordinario e di vitale importanza e non più nel ruolo che le era stato etichettato fino a pochi anni fa di inquinatrice del mondo”.
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Fratelli d’Italia
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