
Le autorità svedesi e lettoni stanno indagando su un sospetto sabotaggio nel Mar Baltico, dove un cavo dati che collegava la Lettonia alla Svezia è stato danneggiato domenica sera. L’episodio, attribuito inizialmente al maltempo, si inserisce in un contesto di crescenti tensione legata alla guerra “ibrida” attribuita alla Russia, che da anni mette in discussione la sicurezza delle infrastrutture eu
Il sequestro della nave VEZHEN
In seguito alla rottura del cavo, una nave da guerra svedese e la guardia costiera sono stati inviati nella zona per indagare. Le autorità hanno individuato la nave portarinfuse VEZHEN ,
Nonostante i primi rapporti indicassero che la nave fosse di proprietà bulgara, nuove informazioni suggeriscono che VEZHEN sia effettivamente di proprietà cinese, ma gestita da un operatore bulgaro. Questo dettaglio aggiunge un ulteriore livello di complessità alle indagini.
Sabotaggio o incidente?
Secondo l’operatore via cavo lettone, la rottura non ha causato conseguenze significative grazie al sistema di ridondanza, ma la NATO e l’Unione Europea vedono l’accaduto come parte di un modello preoccupante di attacchi alle infrastrutture europee, definiti “guerra ibrida” . Questi episodi spesso lasciano spazio a dubbi sulla volontarietà o sull’identità delle responsabilità.
La compagnia bulgara Navibulgar , che gestisce la nave, ha dichiarato che il danno è stato un incidente causato da una forte tempesta nel Baltico. “Spero che le indagini confermino rapidamente che non si tratta di un’azione intenzionale, ma di un incidente tecnico, così che la nave possa essere rilasciata,” ha dichiarato un portavoce della compagnia all’Associated Press .
Tuttavia, immagini della VEZHEN scattate da un giornalista svedese mostrano che una delle ancore della nave è gravemente danneggiata, suggerendo che potrebbe essere stata trascinata sul fondale marino per una certa distanza.
Un contesto di crescente tensione nel Baltico
Questo episodio è solo l’ultimo di una serie di danni alle infrastrutture critiche sottomarine nel Mar Baltico. Dall’esplosione del gasdotto Nord Stream all’inizio del conflitto in Ucraina, fino ai recenti incidenti con dragatori di ancora, la regione è diventata un punto focale per la NATO, che ha istituito una task force specifica per monitorare e stimolare atti di sabotaggio.
Un caso simile si è verificato lo scorso Natale, quando una nave legata alla Russia ha trascinato la sua ancora per oltre 60 miglia, danneggiando cavi sottomarini lungo il percorso.
La risposta occidentale
La NATO e l’Unione Europea continuano a rafforzare la sorveglianza delle infrastrutture critiche nel Baltico, considerato un punto strategico per la sicurezza energetica e tecnologica europea. Episodi come il danneggiamento del cavo Lettonia-Svezia rappresentano una sfida per la capacità dell’Occidente di proteggere le proprie reti vitali da attacchi, sia accidentali che deliberati.
Le indagini sulla VEZHEN proseguono, ma il sospetto di sabotaggio rimane nell’aria, alimentando le tensioni geopolitiche in un’area già scossa dagli effetti della guerra in Ucraina.