(AGENPARL) - Roma, 13 Gennaio 2025 - (AGENPARL) – lun 13 gennaio 2025 A valle delle recenti tensioni generate dagli aumenti del servizio idrico le principali associazioni di categoria, riunite nel G10, hanno chiesto un incontro ai vertici di Marche Multiservizi per approfondire gli aspetti tecnici degli aumenti tariffari e le prospettive del servizio. Presenti all’incontro le associazioni provinciali di CNA, CONFAPI, CONFESERCENTI, CONFARTIGIANTATO, CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI, CONFINDUSTRIA, CONFCOMMERCIO. Dal confronto emerge un quadro che va compreso a fondo nel contesto impiantistico ma soprattutto orografico e geologico. Non è una novità che nei prossimi anni, in assenza di investimenti mirati, la nostra provincia, rispetto alle province limitrofe (Ancona e Rimini) subiranno una crisi idrica molto pesante, con aumenti di costi per imprese famiglie, ma soprattutto difficoltà a gestire le forniture di acqua nei mesi con maggiore siccità, a danno soprattutto di agricoltura ed imprese.
Alla luce dei cambiamenti climatici in atto le associazioni di categoria hanno sottolineato l’urgenza di dare risposte concrete alle criticità del sistema idrico nel nostro territorio, in particolare per quanto riguarda il tema dell’approvvigionamento, anche avvalendosi di professionisti del settore con comprovate ed elevate competenze. E’ necessario che Enti ed Autorità competenti definiscano ed adottino in maniera condivisa una pianificazione strategica che consenta:
1) di affrontare le emergenze idriche, che stanno diventando sempre più frequenti e che rischiano di arrecare danni incalcolabili al tessuto produttivo e disagi enormi alle famiglie.
2) di evitare futuri ulteriori aumenti dei costi di gestione che inevitabilmente si ripercuoterebbero sulle bollette a carico di famiglie ed imprese in assenza di investimenti.
E’ stato confermato da MMS un aumento dell’8% del servizio idrico stabilito dall’Autorità nazionale competente (ARERA) sui dati economici del 2022, aumento da non confondere con il conguaglio per i consumi di fine anno, e nemmeno con l’aumento di consumi effettivi del 2024 (anche se purtroppo è stata confermata una crescita di consumo media per famiglie ed imprese del 7% rispetto al 2023). L’aumento dell’8% è stato applicato alle bollette a partire dal mese di gennaio 2024, tenuto conto che l’incremento previsto è stato volutamente rimandato a fine anno dall’AATO per ricadere dopo le elezioni comunali di giugno.
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